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Giovedì, 30 Giugno 2022
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Allarme siccità: sorgenti in rosso e Nera a livelli di guardia, scattano le prime ordinanze anti-spreco

I dati di Arpa: tutte le sorgenti sono in deficit, ad Avigliano Umbro multe fino a 500 euro per chi fa un uso improprio dell’acqua. La situazione

Il fiume Tevere è in “grande sofferenza” con un livello che supera di poco il metro a fronte di una media che dovrebbe oscillare fra 4,18 e 5,70. Stessa situazione per il Topino. Il Nera - sempre secondo i dati del Centro funzionale della protezione civile regionale - è in una situazione “compatibile” ma sta sfiorando i “livelli di guardia”. L’Arpa certifica che tutte le sorgenti dell’Umbria sono in deficit a fronte del fatto che nel primo trimestre 2022, le precipitazioni atmosferiche a livello regionale “sono state sensibilmente inferiori alle medie storiche” con “diminuzioni quantificabili nell’ordine del 35-50%, a seconda delle zone”.

Anche il cuore verde d’Italia ha sete e viene insomma toccato dal “rischio” siccità che sta interessando una buona fetta del resto del Paese e sembra essere destinato ad aumentare a causa delle condizioni meteo estreme, caratterizzate da temperature elevate e precipitazioni azzerate.  

“Abbiamo dovuto anticipare il servizio di irrigazione dal 21 marzo”, spiega al telegiornale regionale della Rai il presidente del Consorzio di bonifica Tevere-Nera, Massimo Manni, spiegando che ora l’allerta è concentrata sulla necessità di garantire approvvigionamento idrico agli allevatori e alle aziende alimentari.

E c’è chi, in previsione di una situazione che potrebbe aggravarsi ancora di più, corre ai ripari. Il Comune di Avigliano Umbro ha emanato un’ordinanza, firmata dal sindaco Luciano Conti, per il contenimento dell’uso di acqua potabile della rete idrica. Nell’atto, il sindaco vieta per tutto il periodo estivo e per l’intera giornata l’utilizzo dell’acqua per scopi non alimentari o domestici come innaffiamento, lavaggio di piazzali e automezzi, riempimento di invasi, irrigazione di orti e giardini ed ogni altro uso diverso da quello ordinario.

L’ordinanza è motivata dal sindaco per “evitare sprechi visto l’abbassamento del livello delle fonti di approvvigionamento e la riduzione della portata dell’acqua potabile”. Il controllo sul rispetto dell’ordinanza è demandato alle forze dell’ordine, le multe per chi trasgredisce vanno da 25 a 500 euro.

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello del rischio idrogeologico. La storia recente insegna infatti che, dopo periodi di “secca” così lunghi, le precipitazioni arrivano spesso sotto forme intense: temporali, grandine e bombe d’acqua che non solo possono mandare in rovina i raccolti, ma rischiano di avere effetti devastanti sui territori.

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