Terni ad alta velocità, tre ipotesi in campo. Ma restano le “resistenze” di Trenitalia

Fermata ad Orte, modifiche al “Tacito” oppure arretramento di un convoglio dalla stazione fiorentina di Santa Maria Novella. Chianella: ma questo avrebbe costi spaventosi e orari impossibili

Si rivede il Frecciarossa. La prima commissione regionale ha infatti ascoltato l’assessore Giuseppe Chianella sui dettagli legati infrastrutture e trasporti nel Defr, il documento di economia e finanza dell’Umbria.

Parlando degli “esiti positivi dell’introduzione” del collegamento veloce tra Perugia e Milano, Chianella ha anzitutto ribadito che quello dell’alta velocità per Terni è “un tema su cui si dovrà impegnare anche la prossima amministrazione regionale” e sottolineando la possibilità di concretizzare “una fermata a Orte che tecnicamente è possibile, ma per ora non è nei piani di Trenitalia”.

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La questione è stata poi approfondita un intervento di Claudio Ricci che ha ribadito l’importanza di “treni veloci anche nell’Umbria meridionale”. Chianella si è detto d’accordo: “La soluzione per l’Umbria del sud è a portata di mano – ha detto l’assessore – anche con un cambiamento che interessi il treno ‘Tacito’, ma il problema è che le modifiche dei treni intercity sono in capo al ministero e serve una interlocuzione con quattro regioni diverse”.

Sul Frecciarossa a Terni restano dunque due opzioni principali. Quella di una fermata ad Orte oppure “l’ipotetico arretramento da Santa Maria Novella, tecnicamente possibile – ha spiegato Chianella - ma con costi spaventosi e orari impossibili”. Secondo le proiezioni, il convoglio “partirebbe da Terni alle 4.10 del mattino. Si dovrebbe fare ancora sperimentazione, non si deve abbassare la guardia”.

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