Amelia, l'ira delle consigliere di parità contro Massimiliano Galli giudicato "sessista". La replica dell'assessore Sensini

Dopo l'uscita contro Emma Marrone che gli costò l'espulsione dalla Lega, il consigliere Massimiliano Galli riaccende la polemica sui post "sessisti" e va andare su tutte le furie le consigliere di parità della provincia di Terni.

A dimissioni ancora "calde" dell'ex presidente del consiglio comunale, Leonardo Pimpinelli, a seguito dell'uscita giudicata "sessista" e relativa a un'affermazione rilasciata dalla ministra Azzolina, a riaccendere la polemica nei confronti del ruolo delle donne da parte di rappresentanti istituzionali, è un post pubblicato dal consigliere Massimiliano Galli, che per un'uscita decisamente più grave fu espulso dalla Lega. 

Schermata 2020-11-06 alle 18.39.43-3

Stavolta, a intervenire sono direttamente le consigliere provinciali di parità, Maria Teresa Di Lernia, responsabile, e Ivana Bouché, vice, che si dicono “sconcertate rispetto alle esternazioni del consigliere comunale di Amelia, Massimiliano Galli, che in un post ha esultato per  la perdita di lavoro femminile dovuta al Covid (testuali parole “non tutti i mali vengono per nuocere”) e prosegue invitando le donne a dedicarsi alla loro vocazione “naturale” di fare solo le mamme”.

"Affermazioni retrograde"

“Ci sembra francamente un’affermazione retrograda - scrivono le consigliere - basata sulla solita presunta naturalezza di funzioni laddove – sostengono la Di Lernia e la Bouché - queste sono frutto di condizionamenti sociali e culturali ma soprattutto grave perché pronunciata da un rappresentante istituzionale non nuovo ad esternazioni offensive o contrarie alle donne".

Nella nota, c' anche una stoccata all'attuale assessore con delega alla parità, Antonella Sensini: "Ci sembra che non si discosti da questa linea, che discrimina di fatto la donna, l’affermazione dell’assessora alle politiche di genere del comune di Amelia, Antonella Sensini, che non ravvisa alcuna violenza di genere nella battuta sessista, oltre che volgare, rivolta alla ministra Azzolina dall’ex presidente del Consiglio comunale di Amelia, Leonardo Pimpinelli che, generando le giuste reazioni delle donne,  lo ha costretto a dare le dimissioni dall’incarico. 

"Un linguaggio che semina la mancanza di rispetto per le donne"

"Il linguaggio sessista concorre in modo potente alla costruzione ed implementazione di una cultura che semina mancanza di rispetto nei confronti delle donne, la stessa che genera violenza nei loro confronti”, sottolineano, aggiungendo poi che “la violenza, anche solo verbale, non è mai giustificabile, tantomeno se viene da rappresentanti istituzionali, che per il ruolo che occupano, dovrebbero stare ben attenti al linguaggio che usano".

"Che problemi hanno questi amministratori con le donne?"

"Non sono solo battute - osservano le consigliere -, è un pensiero, un’idea del femminile da rigettare e condannare. Ci chiediamo: che problema hanno questi amministratori locali con il genere femminile? Si impegnassero di più nella battaglia, anche culturale per una reale e dignitosa parità tra i generi; per la carica che occupano, lo possono fare ed è loro dovere farlo”.

I dati - In Italia meno del 50 per cento delle donne lavorano

Le consigliere di parità forniscono poi una serie di dati sulla situazione occupazionale femminile anche in Umbria. “Il tasso di occupazione delle donne in Italia non arriva al 50%, il 27% lascia il lavoro dopo il primo figlio e poi dedica alla casa ed ai figli il doppio del tempo del partner (dati Istat). Il 72% dei rientri al lavoro su 2,7 milioni  dopo il 4 maggio 2020 sono stati di uomini con la conseguenza di caricare ulteriormente le donne dei lavori di cura rischiando di ridurre ancora di più la loro offerta di lavoro.

Il tasso di occupazione femminile in Italia è da sempre fanalino di coda in Europa in più,  come se non bastasse da studi della fondazione consulenti del lavoro emerge che a subire le penalizzazioni più forti a causa del Covid sono le  donne che  hanno perso ben 470.000 posti di lavoro".

"Più donne con covid perché impegnati in lavori assistenziali"

In Italia - osservano le consigliere - fra le donne adulte (20-50 anni) le diagnosi di Covid­19 sono state di circa 10 punti superiori rispetto agli uomini, poiché nei servizi essenziali welfare e cura, la maggioranza sono lavoratrici donne, cosi come nella vendita al dettaglio, call center, grande distribuzione, pulizie. 

Nel turismo si pensa che la perdita di lavoro femminile sarà altissima come anche nella ristorazione, settori dove più dell'80% della forza lavoro è costituita da donne. La convivenza forzata ha aumentato i casi di violenza domestica; la chiusura delle scuole ha aumentato gli oneri di cura a carico delle donne

In Umbria, si sta consolidando nel tempo una forte specificità femminile nei contratti part time. Nel 2018 a lavorare a orario ridotto era una donna su tre, oltre 50 mila su un totale di 155 mila. Lo sbilanciamento di genere - concludono - si fa ancora più marcato quando si ha a che fare con il part time involontario senza considerare i casi di molestie e discriminazioni sul lavoro”.

Antonella Sensini: "Il nostro impegno per le donne è costante"

Non si è fatta attendere la reazione dell'assesore del comune di Amelia con delega alla parità di genere, Antonella Sensini che riprende i dati presentati dalle consigliere provinciali: "Condivido l'analisi dei dati sulla situazione delle donne, sia in Italia che in Umbria e ringrazio le consigliere che ce li hanno forniti.

Da parte nostra, posso affermare che l'impegno per la tutela della donna è costante. Abbiamo investito e continueremo a investire cifre sempre maggiori all'interno del progetto dell'ambito narnese-amerino che ha dato nuova linfa ai centri anti violenza. Il numero di telefono 1522 per segnalare situazioni di violenza è attivo 24 ore al giorno. Vogliamo arrivare alla realizzazione funzionale delle "case rifugio" così da inserire le donne e i nuclei madre-bambino vittime di violenza domestica in contesti protetti. 

L'impegno di questa amministrazione per la sensibilizzazione del rispetto per la donna - osserva Sensini - viene realizzato con fatti, con scelte di bilancio, ispirate indubbiamente da idee e ideali ma non da ideologie che non portano da nessuna parte.

Ad esempio - sottolinea Sensini - forse poche e pochi sanno che, attualmente, da 4 anni a questa parte gran parte delle figure apicali e direttive fra i dipendenti comunali di Amelia sono donne. Un numero di componenti femminili decisamente maggiore rispetto alla scorsa amministrazione che invocava, spesso solo a parole, un protagonismo delle donne senza poi dare corso agli orientamenti ideologici. Il cammino è ancora lungo, evidentemente, perché si tratta di un cambio culturale importante. Ma noi siamo convinti che stiamo facendo la nostra parte, con i fatti".

Infine, un cenno sul carosello sugli ultimi post giudicati "sessisti" dagli ambienti di opposizione: "Quello che noto io, è che c'è un'onda di violenza totale, complessiva, che si innerva anche sul web. Il problema, anche qui, è di natura culturale ed è un lungo cammino che tutta la società deve approntare, senza divisioni, ma nel lavoro quotidiano di concertazione e collaborazione. Per questo rinnovo il mio invito a metterci attorno a un tavolo, anche col Forum Donne di Amelia, per costruire percorsi comuni". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Uno store internazionale di abbigliamento apre in centro a Terni. Al via le selezioni: “Entro la fine del 2020 l’inaugurazione”

  • Coronavirus, ecco il farmaco più efficace contro ansia, depressione e panico da pandemia

  • Umbria Arancione | La nuova ordinanza regionale nella sintesi grafica

  • Umbria arancione | Misure restrittive confermate dalla Tesei fino al 29 novembre

  • Coronavirus, nove decessi e 344 guarigioni. A Terni superata la soglia dei 1600 attuali positivi

  • Giovane donna dorme sotto la fermata dell’autobus, scatta la gara di solidarietà nel quartiere

Torna su
TerniToday è in caricamento