Appalto del Caos, lavoratori a rischio: dal tempo indeterminato allo stagionale

I sindacati hanno incontrato i nuovi gestori: “Proposte di contratti a 3 ore settimanali, chiediamo al Comune una presa di responsabilità politica”

Dai contratti a tempo indeterminato a quelli stagionali, potendo contare su qualcosa come 3 ore settimanali. E questo, nella migliore delle ipotesi. E’ un quadro preoccupante quello che sta emergendo in queste ore rispetto al passaggio di appalto del Caos e che non sta migliorando, come si era sperato, dopo gli incontri che nelle ultime ore i sindacati hanno effettuato con amministrazione comunale prima e con Macchine celibi poi.

Il bando e l’aggiudicazione

Come è noto, la gestione del Caos per i prossimi otto anni sarà affidata alla cooperativa Bolognese Macchine Celibi di Bologna che, proprio alla vigilia di Natale, si è aggiudicata la concessione degli spazi museali cittadini. Alla procedura aveva partecipato anche una cordata locale composta dalla cooperativa Alis insieme ad Actl, Consorzio Camù di Cagliari e Bipede srls. Alis ed Actl facevano parte anche della gestione rimasta in carico fino allo scorso mese.Determinante, per la vittoria, il ribasso: se l’Ati che vedeva come capofila Alis aveva ottenuto un punteggio sull’offerta tecnica di 63,59 e Macchine Celibi di 62,21, quest’ultima aveva offerto un ribasso dell’11,99%, contro il 7,12 della cordata ternana.

La clausola sociale

A differenza dell’ultimo bando che riguardava il sito archeologico di Carsulae ("abbinato " per la prima volta alla Cascata), dove la clausola sociale non era prevista e per la quale è in corso una trattativa con Vivaticket, la procedura del Caos prevedeva il riassorbimento del personale già operante negli spazi oggetto di concessione. A quanto pare, però, i nuovi gestori non sarebbero dello stesso avviso e ai sindacati avrebbero evidenziato che la clausola sociale si applicherebbe solo in caso di “aumento delle ore” lavorabili previste. Cosa che, al Caos, non è prevista, considerando il significativo taglio delle ore a cui l’amministrazione comunale sarebbe stata costretta per far quadrare i conti.
Fatto sta che, per Macchine Celibi, la priorità sarebbe quella di riassorbire i propri lavoratori, già impiegati in altri servizi, ossia le otto persone che già operano nei laboratori cittadini e in altri spazi museali in altri comuni in provincia di Terni.

"Chiediamo al Comune un'assunzione di responsabilità politica"

Questa posizione – come evidenziano i sindacati – non lascerebbe spazio ai circa 15 lavoratori delle cooperative uscenti e di Indisciplinarte, a cui sarebbero stati offerti contratti tutt’altro che appetibili: se la quasi totalità degli operatori erano assunti a tempo indeterminato con un buon part-time e alcuni full-time – fatta eccezione per due lavoratori con contratto a termine – “adesso la proposta prevede dei contratti stagionali con il contratto dei teatri, da ‘maschera’ – dicono ancora i sindacati – per pochissime ore settimanale, anche 2, 3, 4 ore, per i quali andrebbe comunque chiesta una deroga perché non sarebbero rispettate le 12 ore minime previste. Macchine Celibi è ferma su questo punto: la priorità va data agli operatori già in carico. Ovviamente non siamo assolutamente d’accordo e, anzi, chiediamo al Comune una presa di responsabilità politica rispetto a quello che sta succedendo, soprattutto per non aprire quelli che riteniamo essere dei pericolosi precedenti in un settore già estremamente delicato e all’interno del quale si rischia solo di generare una sanguinosa guerra tra poveri. Provvederemo al più presto ad effettuare un passaggio con l’Ispettorato del lavoro per verificare al meglio i termini della clausola sociale, nei prossimi giorni vedremo i lavoratori e ci batteremo per far valere i diritti di tutti”.

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