Area di Maratta, approvato l'atto per la concessione del diritto di superficie

Quattordici i voti favorevoli dei consiglieri regionali, astenuto il Movimento 5 stelle. Il presidente della prima commissione Andrea Smacchi :"La regione Umbria dà seguito alle linee di indirizzo per la valorizzazione dei beni dell'ente"

Terni

Quattordici voti favorevoli di Pd, Socialisti, Misto-Mdp, Misto-Rp/Ic, FI più l’astensione del Movimento 5 stelle. L’aula di Palazzo Cesaroni ha così approvato l'atto amministrativo che prevede la concessione del diritto di superficie, a tempo determinato, agli aggiudicatari delle concessioni d’uso di terreni di proprietà regionali, ubicati nell’area industriale di Maratta
 

La fase illustrativa a cura di Andrea Smacchi
 

L’atto è stato illustrato all’aula dal presidente della Prima commissione Andrea Smacchi, che spiegato come riguardi :“A concessione del diritto di superficie a tempo determinato agli aggiudicatari delle concessioni d’uso di terreni di proprietà regionali ubicati nell’area industriale di Maratta. In questo modo la regione Umbria dà seguito alle linee di indirizzo per la valorizzazione dei beni dell'ente, mettendo a disposizione terreni che possono essere utilizzati per costruire o ampliare attività nell'area industriale di Maratta. Un luogo –sottolinea Smacchi- tra l'altro interessato da strumenti di rilancio industriale come l'area di crisi complessa. Una scelta che permetterà agli imprenditori che sono interessati ad investire nell'area, di poter programmare con maggior tranquillità e certezze lo sviluppo della propria azienda. In accordo con la Regione Umbria (che ha acquisito il compendio immobiliare di Maratta in base alla legge regionale n.9/2016) Sviluppumbria ha dato seguito all’incarico di gestione del bene promuovendo un procedimento ad evidenza pubblica finalizzato a selezionare soggetti privati cui affidare in concessione uno o più lotti dell’area industriale di Maratta per una durata di 35 anni. Al concessionario del terreno va riconosciuto anche il diritto di superficie, altrimenti non potrebbe costruirci ed avviare così le attività produttive. I miglioramenti apportati, allo scadere della concessione, rimarranno di proprietà della Regione Umbria senza che il concessionario uscente possa chiedere alcun risarcimento o indennizzo”.
 

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Gli interventi in aula
 

Il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari del Movimento 5 stelle ha dichiarato: “Sin da quando l’atto è arrivato in Prima commissione ho collegato queste aree a quelle che provenivano dal ‘Consorzio Tns’, vicenda che avevamo bene approfondito nel momento in cui la Regione si fece carico di inserire nel bilancio 2016 l’acquisizione di queste aree poiché il Consorzio era in liquidazione ed aveva necessità di fare cassa. A circa tre anni di distanza la Regione le ricolloca modo tale da recuperare parte o tutto l’investimento fatto, circa 2milioni 389mila euro. – osserva la Carbonari - Mi domando il perché il ‘Consorzio Tns’ non abbia seguito la stessa procedura messa in campo oggi dalla Regione. Mi risulta, poi, che nella stessa zona ci sono diversi capannoni non utilizzati che le persone interessate potrebbero allo steso modo richiedere. In questo modo si va invece verso un ulteriore consumo di suolo. Pensiamo che questo intervento sia scoordinato sul piano urbanistico. Non capiamo il ruolo del comune di Terni, se è stato informato e se ha espresso parere. Annuncio il voto di astensione”.

Valerio Mancini, consigliere regionale della Lega ha chiesto se esiste un parere sul progetto da parte dell’amministrarzione comunale di Terni.

L’Assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli ha spiegato che : “Con legge regionale ‘9/2016’ la Regione ha disposto l’acquisizione dei compendi immobiliari in questione, tra i quali terreni ubicati nell’area industriale di Maratta per la superficie di 43mila 210 metri quadrati, indispensabili per la finalizzazione dell’area di crisi complessa, in modo tale da dare alle imprese che si insediavano sul territorio un ulteriore facilitazione, avere cioè terreni pubblici a disposizione per potersi insediare al valore pubblico. Quando al Ministero è stato predisposto, con Invitalia, l’iter dell’area di crisi complessa ci è stato esplicitamente chiesto di mettere a disposizione, oltre ai finanziamenti del Ministero, oltre al fondo perduto e tutti gli incentivi, anche questi terreni disponibili già con destinazione urbanistica di area industriale. La Regione ha quindi acquisito le aree. La condivisione con il comune di Terni e di Narni è all’interno dell’iter per l’area di crisi complessa dove tutti gli enti hanno messo a disposizione di Invitalia questo patrimonio indisponibile. Per poter fruire
di questo patrimonio è necessario concedere a chi prende in concessione il terreno il diritto di superficie perché altrimenti non avrebbe titolo per costruire ed avere le garanzie bancarie. Con questo atto si rendono utili questi terreni generando un vantaggio patrimoniale alla Regione, che percepirà un canone annuo per 35 anni che supera abbondantemente quanto speso per l’acquisizione degli stessi

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