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Ast, il recupero delle scorie inizierà nel 2021: ecco Tapojärvi

L'azienda finlandese che si è aggiudicata l'appalto spiega la road map dell'impianto per il recupero. Restano ancora alcuni nodi da sciogliere: personale, che al momento sarà finlandese anche con qualche 'ex Ilserv' e normativa su come posizionare sul mercato i prodotti del recupero finale

Il recupero delle scorie dell’Ast ad opera di Tapojärvi inizierà a inizio del 2021. A darne notizia oggi, 6 settembre, presso la sede di Confindustria Terni è l’amministratore delegato di Tapojärvi Italia, Martti Kaikkonen, e lo chief commercial officer, Henri Pilvento, insieme a Roberta Bontempo, responsabile delle risorse umane della divisione italiana dell’azienda finlandese.

“In questo momento – spiega Bontempo - siamo in attesa di ottenere dalle autorità competenti i permessi per la costruzione dello stabilimento per il recupero, che dovrebbero arrivare entro la fine del 2019, per poi dare il via ai lavori, previsti per l’intero 2020, così da poter iniziare con il recupero delle scorie all’incirca verso i primi mesi del 2021”. Start up e avvio, dunque, anche se restano ancora alcuni nodi da sciogliere a cominciare dalla forza lavoro: “Utilizzeremo la forza lavoro di Ilserv - dice Pilvento - a fine luglio con i sindacati era stata annunciata l’intenzione di assorbire solo 35 dei 43 operai oggi occupati nel primo appalto Ilserv in scadenza, quello del Global Service , ma al momento numeri precisi non possono essere dati. In ogni caso ci sono buoni rapporti con i sindacati”.

Staff prevalentemente finlandese, dunque: Tapojärvi si è aggiudicata a pieni numeri l’appalto per il recupero delle scorie dell’Ast. L’azienda è nata nel 1955 e opera nel settore dei servizi minerari e industriali, valorizza circa 750.000 tonnellate di sottoprodotti industriali all’anno nei due impianti di Tornio, ai quali si aggiungerà il terzo in Italia. Impiega circa 438 dipendenti. Gli investimenti sono stati di 5,8 milioni di euro. L’investimento finale a Terni dovrebbe raggiungere i 50 milioni di euro. Altro nodo, la normativa sul recupero delle scorie: di fatto si è ancora in presenza di ‘un vuoto normativo’. Secondo il contratto firmato con Ast, in una prima fase Tapojärvi punta a un recupero del 25%, che potrà poi crescere fino al 90%. Il problema però rimane cosa fare di questo prodotto, che già in Finlandia viene utilizzato per la costruzione di strade ed altre infrastrutture.

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