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Martedì, 16 Aprile 2024
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Attività ternana spegne trentacinque candeline: “La fidelizzazione della clientela è arrivata alla terza generazione”

Il racconto di Giorgio Imperiosi e Gregorio Depretis e l’attività che ha tagliato il traguardo dei trentacinque anni, lo scorso 19 marzo

Un traguardo da festeggiare per Giorgio Imperiosi e Gregorio Depretis. L’attività Imperiosi gioielli ha infatti spento trentacinque candeline, poiché inaugurata – nel cuore del centro cittadino – esattamente il 19 marzo 1988. Un locale ampliato, nel corso del tempo che ha visto il signor Gregorio subentrare, dopo una significativa esperienza a Valenza, per poi tornare a Terni e computare la propria professionalità a quella di Giorgio.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it i due professionisti raccontano i passaggi che hanno segnato la storia dell’attività: “Siamo cresciuti con questa predisposizione e vocazione artigiana. Il locale – afferma Giorgio – l’ho inaugurato nel corso del 1988 per poi sviluppare i successivi ampliamenti. Inizialmente un semplice laboratorio di servizio artigianale. Dal 2007 è stato abbinato anche l’aspetto commerciale, pur mantenendo la produzione della gioielleria. A tutti gli effetti siamo artigiani e produciamo i gioielli che poi vendiamo alla clientela. Inoltre abbiamo anche altri oggetti come orologi ed articoli da regalo”.

L’ingresso del signor Gregorio: “Ci conoscevamo e collaboravamo già con Giorgio alla fine degli anni ottanta dato che avevo un laboratorio in città. Più o meno la professione l’abbiamo avviata nel medesimo periodo. Successivamente mi sono stabilizzato a Valenza, capitale della gioielleria mondiale e centro molto attrattivo per il comparto. Il desiderio di tornare nella città nativa era così forte che ho deciso, nel 2006, di rientrare a Terni. Così, nel corso dell'anno successivo, è stata creata la società ed ampliato il locale”.

La storia commerciale della città: “Alla fine degli anni ottanta la zona era molto popolata. Il mercato coperto sicuramente rappresentava un motore attrattivo così come le banche, la tesoreria, le attività commerciali presenti in modo sicuramente più corposo. Dal momento in cui abbiamo deciso di unire le forze – dichiarano - il centro era ancora piuttosto movimentato. Il 2007 è stato una sorta di spartiacque prima della crisi. Offrendo un servizio in più, probabilmente, l’abbiamo accusata meno e la clientela, in quel momento è aumentata. Dal 2008 in poi le criticità hanno sicuramente inciso sul commercio, fino all'arrivo della pandemia”.

Quale il periodo da ricordare: “Negli anni novanta si assisteva ad una sorta di collaborazione tra i laboratori cittadini: confronti, riunioni, anche concorsi. Tutto ciò ha garantito una sinergia condivisa tra i professionisti del settore, accresciuto le capacità di ognuno, andando ad incidere positivamente sul bagaglio di esperienza personale”.

Una doverosa precisazione che attesta la sinergia tra i due: “Mi sono specializzato come incastonatore di pietre preziose – sottolinea Gregorio – mentre Giorgio si occupa della creazione dell’oggetto”. Gli ultimi accadimenti hanno segnato in negativo lo sviluppo del commercio: “La nostra è un’area pressoché morta, soprattutto a causa del Covid, la chiusura del mercato coperto e l’impossibilità di parcheggiare in largo Cairoli, dove ora risiede il cantiere. Purtroppo molte attività ne hanno risentito, abbassando definitivamente le serrande”.

Come sono cambiate le abitudini di acquisto: “Fino a diversi anni fa per le occasioni importanti, passaggi epocali della vita di ognuno, si regalavano dei preziosi. Se da un lato abbiamo perso acquirenti che magari acquistavano in concomitanza di eventi religiosi, dall’altro mantenuto una clientela fidelizzata. Riscontriamo feedback positivi da parte di coppie ed anche donne che si regalano dei preziosi”. Un lavoro anche connotato da forti responsabilità: “Il rapporto instaurato è di natura fiduciaria. Occorre anche capire, interpretare e cercare di accontentare il cliente seguendo i singoli dettami impartiti. Una fiducia dettata dall’affetto nutrito per l’oggetto che ci viene consegnato, per poi essere lavorato”.

Un messaggio conclusivo: “Ringraziamo i clienti per la fiducia riposta. Proseguiremo il nostro percorso. La fidelizzazione è arrivata alla terza generazione di clienti ed è un grande motivo di orgoglio”.

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