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Vaffa, culi e tromb...te, nuovo Bandecchi “show” a Palazzo Spada. Le minoranze se ne vanno

Bagarre in consiglio comunale, il sindaco di Terni: “Sono l’unico che politicamente esprime ciò che veramente molti cittadini pensano. Non ho nemmeno avuto bisogno di un ventennio o di nascere re per essere bandito”

Mettiamola così: in vista delle nuove puntate del suo show, Maurizio Crozza ha già un bel po’ di materiale per l’interpretazione del sindaco di Terni e leader di Alternativa Popolare, Stefano Bandecchi. E molto di quel materiale è stato messo in fila nella seduta di oggi, 22 gennaio, del consiglio comunale.

Miccia della bagarre che si è accesa a Palazzo Spada è stato un argomento che, almeno sulla carta, doveva mettere d’accordo tutti senza particolari scossoni. E invece, il documento contro la violenza di genere – proposto dalle minoranze – ha scatenato un putiferio. L’asticella è iniziata a salire quando la consigliera di FdI, Cinzia Fabrizi, ha ricordato all’assemblea le dichiarazioni rilasciate tempo addietro dal sindaco su donne, tradimenti, lati b e così via. Dichiarazioni che il sindaco, replicando, ha confermato:

Io so che tutti gli italiani maschi mi hanno capito, almeno quelli normali ovvero sani di mente. E tutte le femmine normali mi hanno capito. Detto questo, è vero che l’Italia è piena di imbecilli e io capisco che per qualcuno sia un problema capire le mie parole che rivendico tutte, una per una. Un uomo normale guarda il bel culo di un’altra donna e forse ci prova anche. Poi se ci riesce, se la tromba anche. Se poi non ci riesce, invece torna a casa. Ora, offendetevi quanto cazzo volete, ma questa è la mia idea. Ora dovete decidere se votare un emendamento sulla violenza di genere oppure no, io penso quello che mi pare: non ho mai ammazzato nessuna donna, non ho picchiato nessuna donna e non mi risulta di avere avuto denunce da donne. Se volete fare qualcosa sulla violenza di genere, bene. Sennò Alternativa Popolare è libera di scegliere cosa votare: io voterò contro questo emendamento perché a me, voi, non dovete insegnare nulla, sia di destra che di sinistra. E ribadisco che le persone normali hanno capito cosa volevo dire.

Parole che hanno rimbalzato nell’aula e animato la reazione di José Maria Kenny, consigliere di Innovare per Terni. Che, in buona sostanza, ha detto al sindaco di non riconoscersi affatto in questa sua descrizione. I toni si scaldano e dallo scranno di Bandecchi parte un “vaffa” rivolto a Kenny. Tutto, ovviamente, in diretta streaming (qui il link per chi se lo fosse perso). Prende la parola il dem Pierluigi Spinelli, che stigmatizza anche lui il comportamento del primo sindaco e annuncia che il gruppo Pd non parteciperà oltre ai lavori del Consiglio. Per le prossime assemblee, si vedrà.

Se ne vanno anche dai banchi di Fratelli d’Italia (“lasciate uscire i topi”, li accompagna Bandecchi) con Marco Celestino Cecconi che ribadisce: uscendo i proponenti dell’atto, il documento non si discute. “E invece sì”, ribatte il sindaco. Facendolo, ovviamente da par suo. La presidenza del consiglio comunale fatica un po’ a tenere le redini della seduta, anche se mai un “rimbrotto” viene mosso nei confronti del sindaco, tra i primi a rintuzzare i focolai. Le donne di Alternativa popolare sostengono la discussione del documento e difendono il sindaco (“la sua – dicono in buona sostanza – era una provocazione”) e il documento contro la violenza di genere passa.

Si discute poi un atto di indirizzo sulla guerra in Medio Oriente. Propone Ap che vota, anche perché in aula non c’è nessun altro. E prima che il consiglio comunale finisca per mancanza di minoranze, Bandecchi chiede e ottiene la parola. Mettendo nel mirino quello che lui definisce un “atteggiamento fasciocomunista”, ossia messo in atto da destra e sinistra che, per la “decima volta” hanno abbandonato l’aula. “Un atteggiamento antidemocratico, infantile” e “colpevole” del fatto che molte persone “cominciano a provare odio nei miei confronti”. “È vergognoso che tutti si lamentino del sindaco di Terni, andando dal prefetto o chiedendo l’intervento del Governo”, aggiunge Bandecchi, citando l’onorevole Elisabetta Piccolotti (parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra) che alla camera dei deputati ha detto che “al di là del voto dei cittadini, Bandecchi non può esercitare la sua azione democratica”. “Dando dei coglio...ni a migliaia di ternani”, aveva stigmatizzato poco prima la presidente del consiglio comunale di Terni, Sara Francescangeli, tanto per restare in sintonia con il clima.

“Non ho nemmeno avuto bisogno di un ventennio o di nascere re per essere bandito – conclude Bandecchi – Ma io sono l’unico che politicamente esprime ciò che veramente molti cittadini pensano, senza ipocrisia. La mia non sarà un politica corretta, ma efficace ed efficiente. Non sarò l’uomo dalla politica corretta, ma della politica giusta”. Per Fratelli di Crozza è abbastanza.

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