Bambole azzurre e soldatini rosa: “Nessun esercito gender sta arrivando a conquistare le scuole dei nostri figli”

Parità di genere, il progetto va avanti. Anche a Terni avviati corsi analoghi a quelli di Amelia con educatrici dei nidi e insegnanti di scuola dell'infanzia, con nome diverso ma con il sostegno dell'assessore comunale alla scuola

Dai banchi della scuola primaria Mameli di Fornole di Amelia al profilo Facebook dell'assessore alla scuola del comune di Terni Valeria Alessandrini, per arrivare poi stamattina alla sala del consiglio provinciale dove è stata convocata una conferenza ad hoc per discuterne.

Ne ha fatta di strada il progetto di educazione emotiva “Bambole azzurre e soldatini rosa”, un lungo percorso non previsto che l'ha trasformato in un vero caso politico. Anche se a cose fatte, visto che lo stesso era stato già approvato dalla direzione didattica della scuola e condiviso con i genitori degli alunni e con le docenti.

Lo scopo è sensibilizzare i giovani sulla parità di genere per superare la cultura delle discriminazioni per sesso, ma alla fine si è parlato di tutt'altro: “La scelta del titolo è stata forse azzardata – commenta Silvia Coppola, referente del progetto curato e condotto dall'associazione di promozione sociale Forum Donne di Amelia – non ci aspettavamo questa reazione così clamorosa. Volevamo porre l'attenzione su un concetto stereotipato, e abbiamo avuto ragione vista la polemica che ne è nata”.

Dura la replica della consigliera di parità della Provincia di Terni Maria Teresa Di Lernia all'assessore Alessandrini: “Nel progetto non c’è alcun riferimento ai gender, tematica che non ha nulla a che fare con l’iniziativa che stiamo portando avanti. Non ci sono fisicamente bambole azzurre o soldatini rosa, nessun esercito sta arrivando a conquistare le scuole dei nostri figli”.

Un'iniziativa che non è isolata, anzi: “Stiamo portando avanti un altro progetto molto simile dedicato ad educatrici dei nidi e insegnanti di scuola dell’infanzia del comune di Terni, si chiama “Alfabetizzazione emotiva ed educazione alla differenza” – prosegue la consigliera – un’iniziativa verso la quale l’assessore Alessandrini ha espresso apprezzamento, quindi non si capisce perché poi per Amelia l’orientamento sia cambiato”.

Intanto, il progetto ad Amelia è già partito: “Abbiamo fatto un primo incontro con i genitori e un altro incontro laboratoriale con i bambini delle classi terza e quarta, si sono molto divertiti – racconta Coppola – non ci sarà alcuno stop, gli altri incontri sono confermati”.

In realtà, fa sapere la consigliera Di Lernia, “il progetto verrà discusso nella prossima riunione con i rappresentanti di classe, in un incontro che avevamo già fissato ma che ora è necessario viste le polemiche”. E prosegue: “Ieri mi sono chiarita per telefono con l'assessore Alessandrini. Ma rimane un ingerenza sgarbata su un territorio che non è nemmeno di sua competenza”.

Il progetto nello specifico

Rivolto alle classi terza e quarta della scuola primaria Goffredo Mameli di Fornole, il progetto prevede una serie di incontri di informazione e condivisione con i docenti e i genitori e la realizzazione di attività laboratoriali con gli alunni.

Si tratta di 3 incontri in ogni classe, uno ogni 2 settimane nei mesi di ottobre e novembre, basati “sul gioco, la rilettura delle fiabe, il teatro e le aspirazioni dei bambini”. “Il progetto alla Mameli – conclude la consigliera – è portato avanti da insegnanti che hanno fatto una specifica formazione sulle materie che tratteranno”.

Formazione messa già in dubbio, come fanno sapere dal Forum Donne di Amelia, visto che alla scuola è arrivata richiesta di visionare i curriculum delle persone coinvolte. Richiesta che la scuola ha rifiutato.

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