Beni confiscati alla mafia a Terni: “Le somme incassate per gli immobili del Centro Antiviolenza”. Critica e proposta

Il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti: “Ritengo assurdo che siano stati impiegati fondi che dovevano essere utilizzati per altro”

foto Giacomo Sirchia

Un immobile, presente nel centro di Terni, è stato confiscato alla mafia ed entrato a far parte del patrimonio dello stato e l'Agenzia nazionale per l'amministrazione, come da normativa. Tale locale, nel corso del 2016, venne trasferito nel patrimonio indisponibile del comune di Terni. L’ufficio patrimonio infatti ne manifestò interesse all’acquisizione, ai fini della sua valorizzazione tramite alienazione o locazione, per ricavare proventi da destinare a finalità sociali.

Lo scorso 31 gennaio il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti si era rivolto agli uffici preposti, interrogando sindaco ed assessore competente, per capire come le somme ricavate dal bene in questione vengono utilizzate. Il capogruppo sottolineava come: “L’Ente ha incamerato circa 16 mila euro tra il 2018 e 2019 e l’ammontare della locazione è pari a 850 euro mensili”.

“La Direzione Economica Finanziaria ha comunicato che non è stato predisposto un capitolo di uscita specifico” ha segnalato nella risposta scritta l’assessore al welfare Cristiano Ceccotti. Tuttavia: “Verrà predisposto in questa annualità, in fase di assestamento del bilancio”. Inoltre: “Le somme incassate sono state impegnate per la corresponsione degli affitti per l’Ater per gli immobili messi a disposizione del Centro Antiviolenza (anni 2020, 2019 e 2018). Per il 2021 dovranno essere definiti gli impegni di spesa”

La replica di Gentiletti: “Finalmente dopo tanta attesa una risposta. Bene che sarà previsto un capitolo specifico di spesa per i proventi dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Grave che finora non sia stato così. Sono fondi che devono essere destinati a finalità sociali per legge. Verificherò con un accesso agli atti quanto riferito per gli anni 2018-2019-2020”

“Ritengo – afferma Gentiletti - che gli immobili dell'Ater dati al Centro Antiviolenza contro le donne dovrebbero già essere pagati dal comune e quindi reputo assurdo che siano stati impiegati fondi che dovevano essere utilizzati per altro.  Le risorse ricavate dai beni confiscati alla criminalità organizzata dovrebbero essere investite in una progettualità e con visione, non per appianare eventuali pendenze fra enti pubblici. Il Centro Antiviolenza ha già un'utilità sociale riconosciuta e gli affitti per gli immobili dovrebbero essere sostenuti interamente da comune e Ater in base a protocolli e rispettive competenze”

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