Venerdì, 18 Giugno 2021
Attualità

La Fondazione Carit “ridisegna” Terni: “Sì al nuovo ospedale. Roma? Ci vorrebbe una metropolitana di superficie”

Il bilancio 2020 di Palazzo Montani: è stato un anno difficile, surreale. Ma abbiamo investito risorse per oltre 11 milioni. Carlini: ora servono grandi opere per il rilancio della città e del territorio

La cultura, la “rigenerazione urbana”, sicuramente la ricerca scientifica. Ma il 2021 e il prossimo quadriennio per la Fondazione Carit potrebbero rappresentare un fondamentale punto di svolta. E il “fondo grandi opere” avviato dal nuovo consiglio di amministrazione, insediato lo scorso settembre e che accompagnerà la presidenza di Luigi Carlini, sarà elemento cruciale del prossimo futuro di Palazzo Montani. Di Terni e del suo comprensorio.

La conferenza stampa di fine anno della Fondazione Carit non è stata perciò soltanto l’occasione per dire quello che si è fatto. Anche se il bilancio 2020 è notevole: 11,8 milioni di risorse distribuite sul territorio (nel 2019 erano stati 4,8 milioni) per ricerca scientifica, recupero del patrimonio storico e culturale di Terni e della provincia, per sostenere l’azienda ospedaliera nella difficile gestione dell’emergenza Covid, per il volontariato, per lo sport e la scuola.

“La Fondazione – spiega Carlini – eroga somme certe, basandosi sui numeri del bilancio consolidato. Quello del 2019 è stato un bilancio in ottima salute. E posso già dire che quello del 2020 potrebbe essere anche migliore, seppure non incasseremo i dividendi delle partecipazioni bancarie” che per Palazzo Montani valgono circa l’1,5 per cento del bilancio. Nonostante questo, il patrimonio si attesta sui 208 milioni di euro e la Fondazione di Terni è la 36esima sulle 86 italiane.

Una istituzione solida che vuole diventare sempre di più “punto di riferimento per le istanze della città, della sua comunità e del comprensorio”. Per questo, oltre a ciò che si è fatto, quello che conta è il da farsi. E al lungo elenco di risorse investite a Terni (il contributo per la realizzazione del Palasport, il fondo messo a disposizione del Comune di Terni per la riqualificazione delle principali fontane cittadine, la messa a nuovo del parco Ciaurro e della Passeggiata e i fondi per far partire il cantiere del campanile del duomo, che aprirà nella prossima primavera) si aggiunge il “bozzetto” di quella che potrebbe essere la città di domani.

La Fondazione si dice dunque “molto propensa” alla realizzazione di un nuovo ospedale in città. “Siamo schierati in prima fila – dice Carlini – e potremmo dare la nostra disponibilità per un importante miglioramento tecnologico”. Ma la Fondazione resta tutt’altro che dietro le quinte anche se si parla di teatro Verdi. “Siamo disponibili – ribadisce Carlini – ad un intervento definitivo” e pronti “a ragionare sulle cifre che dovranno essere messe a disposizione”. Disponibili, ancora, ad un “focus su piazza Tacito”, soprattutto ora che il “lungo e dispendioso cantiere” della fontana si avvia ad una definizione.

Il contributo della Fondazione è stato poi da impulso allo studio che dovrà definire i contorni di un eventuale ruolo di Terni in una possibile interfaccia con Roma. “Terni – ribadisce Carlini – deve affacciarsi sul territorio laziale, non per rinnegare la sua tradizione umbra” ma per individuare nuovi possibili territori di sviluppo. E i trasporti? “Nelle interlocuzioni con la precedente amministrazione regionale, avevamo anche dato la disponibilità di risorse per favorire l’ingresso di Terni nell’alta velocità”, sulla scorta di quanto fatto a Perugia dalla Camera di commercio, che partecipa al contributo che la Regione versa alle Ferrovia per mantenere il collegamento.

“Ora – spiega Carlini – sembra che la scelta non sia più quella di una fermata a Terni, ma ad Orte. Usando spesso il Frecciarossa, ritengo che sarebbe opportuno migliorare i collegamenti con Roma: da qui, ci si può agganciare a tutti i treni veloci. Ecco, l’idea di una metropolitana di superficie come ne esistono in tante altre città del mondo, sarebbe un’ottima soluzione”. Sulla quale la Fondazione, forse, potrebbe anche decidere di scommettere.

“Auguro che il 2021 – ha concluso il presidente – sia un anno di rilancio. Veniamo da un periodo difficile, anche per la nostra struttura operativa. Un anno in cui abbiamo vissuto situazioni surreali, che ci hanno colpito negli affetti e nel fisico”. Un anno che sarà anche “orientato ai giovani” e dal quale si comincerà a ragionare per “dotare Terni di grandi opere”.     

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Fondazione Carit “ridisegna” Terni: “Sì al nuovo ospedale. Roma? Ci vorrebbe una metropolitana di superficie”

TerniToday è in caricamento