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Più adozioni che ingressi, la “nuova” vita del canile di Colleluna a Terni

Quasi settanta animali hanno trovato casa nel corso dell’ultimo anno. “E accogliere un cane malato è un atto d’amore ancora più grande”. Le storie

Probabilmente al canile rifugio di Colleluna non si vive poi così male. Altrimenti, Mirko non avrebbe raggiunto la veneranda età di 24 anni. Secondo l’anagrafe regionale canina, è nato a febbraio del 2000 e da allora ha sempre vissuto fra i box della struttura di Terni. Questo ne fa uno dei cani più vecchi d’Italia. “Ma questa è pur sempre una gabbia dorata. Una casa, un appartamento sono decisamente un’altra cosa”.
Il cuore vero e pulsante nella gestione di un canile è la promozione delle adozioni. E infatti, “in canile si viene per adottare”, spiegano dalla cooperativa Alis che da oltre 15 anni gestisce Colleluna. Nell’anno che si è appena concluso, il 2023, si è toccato un record per il quale il numero di “amici pelosi” che hanno trovato una famiglia è stato più alto di quelli che hanno fatto il loro ingresso: in numeri, fa 66 contro 57, tanto che ad oggi sono poco più di 220 gli ospiti di Colleluna.
Sembra insomma essere stata superata quella fase difficile per cui i cani che uscivano dalla struttura si contavano sulle dita delle mani: un danno – probabile conseguenza di quello che secondo qualcuno è stato un “animalismo malato” - soprattutto per gli animali costretti a invecchiare dentro a un box.
“Dal 2020 ci è stato chiesto di cambiare passo”, aggiungono da Alis, spiegando che la strategia è stata quella di potenziare la comunicazione così da veicolare nel maggior numero di modi possibili le informazioni relative ai cani ospiti. C’è dunque un sito internet, una pagina facebook e una instagram. Così, le storie degli animali circolano con maggiore velocità ed efficacia e il percorso adottivo può svilupparsi in maniera più semplice.
“Ci sono state anche diverse adozioni di cani anziani. Anche di animali malati. A proposito – sottolineano dalla cooperativa - Adottare un cane malato è un atto ancora più grande, perché così si fa in modo che non invecchi e muoia in canile. Il privato sociale e il pubblico in un settore così delicato devono andare di pari passo”.
E così è successo ad esempio per Auricchio e Tartaruga. Più o meno quindicenni, uno cieco e l’altra disabile, erano compagni di una vita passata in canile. E quando una donna ternana si è presentata per prendere il primo, ha pensato bene che spezzare quella “relazione” sarebbe stato doloroso. Quindi, i due cani hanno trovato casa assieme.
Adesso, per iniziare il nuovo anno così come si è concluso il vecchio, c’è da trovare casa anche a Mirko. Forza.

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