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Rifiuti a peso d’oro a Terni, aumenti in bolletta fino al 300 per cento: le proposte per fermare i rincari

Fatture “anomale” sul tavolo di associazioni dei consumatori, Asm, Cosp e Auri: “Fare chiarezza sui parametri adottati per il calcolo della parte variabile della tariffa”

Sulla tariffa dei rifiuti al moment di puntale arrivano soltanto gli aumenti. Con “batoste” che segnano anche un +300 per cento relativamente alle fatture a conguaglio del 2021.

A denunciare la “monnezza d’oro” sono le associazioni dei consumatori di Terni che tramite la consulta dei servizi pubblici locali hanno chiesto, dopo quello già ottenuto con l’amministrazione comunale, un incontro con il consorzio gestore del servizio ritiro rifiuti e da poco anche dell’attività di riscossione, presso la sede dell’Auri per affrontare il tema e “avere una idea compiuta sul metodo di calcolo della fatturazione, sulla reale fattibilità del servizio e sulle relative ricadute sulla cittadinanza”.

Attorno al tavolo si sono dunque seduti Adiconsum Umbria, Adoc, Federconsumatori e Lega Consumatori, i responsabili di Asm Terni e Cosp e i dirigenti di Auri Umbria. Tema centrale dell’incontro è stata la necessità di “fare chiarezza sui parametri adottati per il calcolo della parte variabile della tariffa – spiega una nota diffusa dalle associazioni dei consumatori - sull’adozione del concetto vuoto per pieno che ha spostato diametralmente l’attenzione del prodotto finale da peso a volume” oltre alla introduzione “del criterio del numero minimo di ritiri assegnato agli utenti combinato con la non perfetta comunicazione ricevuta, carenza riconosciuta dagli stessi attori del provvedimento, che ha generato soprattutto tra le utenze non domestiche in possesso di contenitori sovradimensionati, i picchi di fatturazione di cui sopra”.

Punto di partenza è stato dunque quello delle “fatture anomale” contro le quali sono state avanzate alcune proposte come “la possibilità di un abbattimento dei costi sviluppando sistemi a chiamata che siano conformi alle vere esigenze dei cittadini, sia per la raccolta sia per i volumi conferibili, condizione che ridurrebbe le percorrenze, aumentando l’efficienza del servizio”.

Da un sistema basato sui ritiri programmati si potrebbe dunque passare ad un sistema a chiamata del servizio. Ma si stanno valutando anche altri scenari, soprattutto in relazione alla raccolta dei rifiuti ed al calcolo del servizio reso per i condomini.

Le associazioni dei consumatori hanno infine chiesto “la revisione delle fatture considerate anomale” e  attiveranno la procedura prevista dalla “carta della qualità del servizio” per l’invio del reclamo invitando.
“In un’ottica di prevenzione delle controversie giudiziali tra gestore e cliente – dicono infine i consumatori - quest’ultimo può esperire un tentativo di conciliazione presso lo sportello di conciliazione” istituito presso la consulta dei consumatori. “La conciliazione può essere richiesta solo successivamente al reclamo, in caso di risposta che l’utente consideri insoddisfacente o in caso di mancata risposta nei termini previsti dalla carta della qualità dei servizi”.

Per eventuali informazioni, le associazioni dei consumatori sono disponibili presso i loro uffici territoriali.

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