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La storia di Simone che attende di inaugurare ‘Il Locale’: “Inizialmente partiremo con la vendita da asporto dal prossimo 4 dicembre”

foto di repertorio

Un enorme bagaglio da portare con sé in previsione dell’inaugurazione. A partire dal prossimo 4 dicembre ‘Il Locale’ aprirà solo per la vendita da asporto, in conformità alle direttive anti-contagio. Un minuzioso lavoro svolto fin qui, cominciato nel 2018, in previsione del debutto che doveva essere datato febbraio 2020. Purtroppo però l’emergenza sanitaria ha frenato i sogni di Simone, una vita dedicata alla ricerca di eccellenze culinarie e vini pregiati, da proporre ai propri clienti. 

Un’idea lontana, datata 2007, quando insieme ad i suoi amici si cimentò nell’esperienza di ristorazione: “In quel frangente decidemmo, con altri amici, di aprire un locale che ci ha dato tanto a livello umano e professionale” esordisce Simone. “Provengo da un’altra sfera professionale, completamente diversa. Tuttavia la passione trentennale che coltivo per il buon cibo e il buon vino hanno fatto la differenza. Sono stato sempre un fautore del proporre prodotti di qualità, senza fregature per intenderci. La specializzazione è stata quella prettamente di focalizzarsi sulle bollicine”.

I viaggi e la selezione, un abbinamento vincente: “Dal 1993 giro il vecchio continente in macchina. Nel corso del 2000 e 2001 ho avuto la possibilità di visitare Francia e Spagna. Tali esperienze sono risultate fondamentali per scoprire e conoscere ottimi vini a prezzi buoni, provenienti ad esempio dalla Provenza o da Barcellona. Una minuziosa selezione confluita nella ricerca di cantine. Ho professionalizzato il tutto con un database di contatti e preso la licenza di importatore”. Inizialmente per diletto con gli amici, poi a servizio della propria clientela “Anche la cucina è parte integrante dell’attività. Nel precedente locale proponevamo piatti a tema, anche di caratura internazionale. Particolare cura per le materie prime scelte e l’abbinamento tra piatti proposti e degustazioni. E’ molto complicato ed impegnativo riuscirvi. Questo format lo riproporrò, insieme a mia moglie ed un’altra ragazza che farà parte della squadra, anche in previsione dell’inaugurazione”.

L’individuazione della struttura sulla quale costruire un nuovo sogno: “Era il 2018 quando ho iniziato a lavorare all’interno. L’ho scoperto quasi per caso. Sono andato a trovare un amico che aveva un negozio lì davanti e scoperto che era in affitto. Gli interventi sono stati notevoli, anche per ciò che concerne l’arredo. Il tema scelto doveva essere la convivialità, purtroppo l’emergenza sanitaria ha stoppato tutto il progetto. Eravamo pronti per febbraio 2020, dopo aver formalizzato tutte le pratiche amministrative. In estate potevamo aprire poi non me la sono sentita.  Non mi sentivo tranquillo, questo è un tipo di lavoro sul quale l’aspetto concettuale, mentale è parte integrante. Ogni cosa deve essere fatta in modo dettagliato”. La scelta minuziosa dei colori, la musica da ascoltare in vinile come sottofondo, l’arredamento mirato.

Infine una curiosità, la scelta del nome: “Avevo optato per una soluzione diversa poi determinate vicissitudini sono risultate determinanti nel virare ne ‘Il locale’. In effetti spesso si diceva, anche con gli amici, andiamo al locale. Dal prossimo 4 dicembre apriremo alla vendita d’asporto”. La speranza è che presto possa passare l’emergenza, per poter permettere di riprendere le attività in presenza.

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