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Lunedì, 17 Giugno 2024
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La mannaia del calo demografico, tra vent’anni Terni potrebbe essere “scomparsa”

La previsione di Cresme nel dossier elaborato per Cna e Confcommercio: in due decenni, l’Umbria potrebbe perdere oltre 124mila residenti, pari alla popolazione della città dell’acciaio e di Assisi messe insieme

“Si tratta di uno scenario drammatico di cui è necessario tenere conto”. È uno dei passaggi che accompagna le previsioni di Demo e Si Cresme nel dossier elaborato per conto di Cna e Confcommercio dell’Umbria che affronta alcuni temi cruciali della realtà socio-economica della regione, tra i quali anche quello dell’inverno demografico.

“La pesante transizione demografica - dice il documento - interessa l’intero territorio nazionale, ma certo si può considerare il primo problema dell’Umbria. Tra 2011 e 2021 la provincia di Perugia ha perso quasi 20mila abitanti (il 3% della popolazione 2011), quella di Terni ne ha persi quasi 12mila (-5,5%). In dieci anni l’Umbria ha perso 32mila abitanti: è come se fosse sparita l’intera Gubbio. Solo negli ultimi tre anni la provincia di Perugia ha perso nella differenza tra nati e morti 11.298 abitanti (Terni ne ha persi 5.415). Nello stesso periodo, il saldo migratorio con l’estero della provincia di Perugia è stato positivo per 5.147 abitanti; quello con gli altri comuni italiani solo di 528. La capacità attrattiva della provincia non è in grado di compensare la debolezza naturale della popolazione. I dati di Terni sono ancor più negativi”.

Ovviamente, il tema dell’inverno demografico - e del conseguente spopolamento, innescato anche da difficili prospettive lavorative per i giovani - non tocca solo le due città principali della regione, che restituiscono comunque numeri molto gravi. Dal 2012 al 2021, Terni perde 3.925 abitanti, il 3,5% della sua popolazione e Perugia ne perde 2.909, l’1,9% della popolazione.

Il fenomeno tocca tutti, indistintamente. Ad esempio, Poggiodomo passa dai 172 abitanti del 2012 ai 99 del 2021, Parrano da 592 abitanti nel 2013 scesi a 485, Polino e Vallo del Nera hanno già toccato in pochi anni perdite di popolazione superiori al 15%. “Ma è anche vero che hanno già perso popolazione in misura significativa comuni di maggior peso come Gualdo Cattaneo (6.287 nel 2012, 5.691 nel 2021, -9,5% di popolazione), oppure Acquasparta (-9,2%), o ancora Castel Rinaldi (-8,7%). E perdono popolazione, con percentuali più contenute ma importanti, anche comuni come Narni (-1.613 abitanti tra 2012 e 2021, l’8,1% della sua popolazione), Orvieto (-1.450 abitanti in meno, -6,9%), Todi (-1.107, -6,6%), Gubbio (-1.903 abitanti, -5,8%), o Spoleto (-2.092 abitanti, -5,4%)”.

“Il quadro diventa poi ancor più pesante - incalza il dossier - se esaminiamo la struttura d’età della popolazione nello scenario attuale e in quello prospettico. Nel 2021 nella Provincia di Perugia il 25,9% della popolazione ha più di 65 anni, nella provincia di Terni si sale quasi al 29%; nel 2031 le percentuali saliranno rispettivamente al 31,3% e al 33,9%; al 2041 al 36,6% e al 39,8%. Sono numeri che disegnano una veloce transizione demografica che deve essere affrontata pena la tenuta del sistema economico e dei servizi del territorio. La percentuale di popolazione in età di lavoro andrà infatti riducendosi in particolare nella fascia d’età della popolazione da 35 a 64 anni, che sarà pari al 34,7% della popolazione a Perugia nel 2041 e al 33,5% a Terni”.

Il colpo di grazia, insomma, arriva se l’analisi dai numeri del passato e del presente si sposta in avanti e diventa previsione.

“Lo scenario decennale e ventennale (…) senza nuove azioni di politica demografica peggiorerà sensibilmente nei prossimi anni: nell’ipotesi centrale l’Umbria, dopo aver perso 32mila abitanti tra 2011 e 2021, perderà tra 2021 e 2031 56mila abitanti (67mila nello scenario peggiore e 45mila in quello più “ottimista”) e altri 68mila tra il 2032 e il 2041, per un saldo negativo in venti anni di oltre 124mila persone (103mila nello scenario alto, e 142mila in quello più pessimista). In termini percentuali significa che nell’ipotesi centrale in venti anni l’Umbria perderà circa il 15% della popolazione oggi residente (124mila persone), il 76% degli abitanti che oggi risiedono nel comune di Perugia; o Terni e Assisi messe insieme".

Appunto, uno scenario “drammatico di cui è necessario tenere conto”.

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