Unioncamere, festa del Lavoro amara: arrivano le lettere di licenziamento

I lavoratori di Unioncamere Umbria si sono visti recapitare le lettere che preavvisano il loro licenziamento che avverrà tra 60 giorni. Per l'Usb, i sindacati di base, il problema è il mancato accordo sull'accorpamento di Perugia e Terni

Non sarà una giornata di festa, quella del 1° Maggio, per i lavoratori di Unioncamere Umbria che il 30 aprile si sono visti recapitare le lettere che preavvisano il loro licenziamento, che avverrà tra 60 giorni. Lo annuncia in una nota l'Unione sindacale di base regionale

"Il tutto nasce  - si legge nella nota - da una disputa campanilistica e di potere tra le Camere di Commercio di Perugia e di Terni, che non intendono accordarsi, pur essendo, per la regione Umbria, previsto l’accorpamento dal decreto di riforma delle Camere di Commercio.

E’ scandaloso che, di quella disputa campanilistica e di potere, a farne le spese siano i lavoratori, che nulla hanno a che fare con lotte per il mantenimento di cariche e poltrone.

Nessun riscontro concreto c’è stato da parte delle due Camere di Commercio, nonostante l’accordo del 27 febbraio scorso, sottoscritto presso l’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Umbria e l’incontro del 29 aprile, convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico, svoltosi alla presenza del Consigliere per le imprese, le crisi di impresa e del lavoro del Ministro Luigi Di Maio, dove è stato ribadito, ancora una volta, che la normativa sulla riforma delle Camere di Commercio prevede ed impone la tutela dei livelli occupazionali, della continuità e del trasferimento delle funzioni e dei compiti dell’Unione regionale.

Lo stesso Presidente dell’Ente camerale perugino, in suo comunicato, aveva assicurato che la messa in liquidazione e soppressione di Unioncamere Umbria non avrebbe avuto ripercussioni a livello occupazionale con la trasformazione su base regionale di Promocamera, alla quale sarebbero stati trasferiti compiti e personale.

Al di là di buoni propositi, proclami ed annunci, oggi c’è però un fatto concreto, presente sulle lettere ricevute dai lavoratori, il “licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione attività”: quelle attività e funzioni pubbliche che però non possono cessare, perché le norme di legge impongono il loro trasferimento e con esse del personale che le svolge.

I prossimi giorni saranno fondamentali per formalizzare un accordo tra le due Camere di Commercio di Perugia e Terni, al fine di assolvere le previsioni normative e per evitare lo scioglimento anticipato di Unioncamere Umbria, da considerarsi illegittimo se non avverrà all’interno del percorso tracciato e indicato dal dettato normativo.

USB auspica che in questo breve lasso di tempo si riesca a trovare una definitiva soluzione, altrimenti riterrà direttamente responsabili tutti gli attori in campo in questa vicenda, che saranno chiamati a dar conto nelle sedi opportune".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Si tornerà in "zona arancione". Domani l'ordinanza che farà retrocedere l'Umbria

  • Lutto a Terni, è scomparso Mauro Moretti noto ristoratore di una storica attività del territorio

  • La storia | "I miei inquilini sono morosi da mesi. Sto pagando tutto io". Lo sfogo di una cittadina di Terni

  • Da San Gemini alla Siberia, la storia d’amore e l’annuncio di Lorenzo Barone: “Mi sposo con Aygul”

  • Terapie intensive, ricoveri ordinari e indice Rt: ecco perché l’Umbria rischia il “cartellino” arancione

  • Inizia il week-end "arancione". Ecco cosa si potrà fare e cosa no

Torna su
TerniToday è in caricamento