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Terni, Giorgia Lenticchia campionessa di tiro a volo: “Svuotare la testa e concentrarsi solo sul piattello per mirare all’obiettivo”

La portacolori delle Fiamme Oro si sta preparando ai prossimi appuntamenti ed è impegnata in una gara a Brescia: “Sogno le olimpiadi e spero di essere convocata per le prossime competizioni internazionali”

Ventuno anni compiuti, di questi otto dedicati ad una disciplina che l’ha ‘catturata’ mentre osservava suo papà al poligono. Recentemente ha trionfato ai campionati Europei junior di specialità, nel tiro a volo, ed ora sta partecipando ad una gara a Brescia con l’obiettivo di essere convocata per le prossime gare internazionali. Giovanissima ma con obiettivi ben chiari: Giorgia Lenticchia sta portando in alto il nome di Terni nello sport, anche grazie ad una serie di risultati ottenuti che testimoniano la sua crescita esponenziale.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it la portacolori delle Fiamme Oro racconta l’approccio al tiro a volo: “Avevo dodici anni quando mio papà mi portò al poligono. Praticava lo sport in modo amatoriale, con grande passione. Ricordo che fui particolarmente colpita e chiesi di provare. Tutto è iniziato così, un po' per caso ed in attesa di compiere i tredici anni d’età poiché, come da regolamento Fitav non è possibile richiedere una tessera”. I passaggi ‘intermedi’: “Ho dapprima praticato lo skeet per poi provare la fossa olimpica. Infine decisi di passare al tiro al volo, iscrivendomi al Centro di avviamento sportivo dell’Umbria, la prima squadra di militanza”.

Un cammino iniziato otto anni fa: “Da piccoli si fa fatica a capire cosa sia un’arma. Pertanto occorre prendere confidenza e capire cosa fare. Sono cresciuta sul campo di tiro, perfezionando la tecnica e la precisione nel colpire i bersagli. Solo facendo le serie (termine puramente tecnico ndr) si riesce ad acquisire la giusta esperienza. Ho rinunciato a tantissimi weekend, dedicando alla disciplina anche del tempo libero”. Rinunce ma anche soddisfazioni: “L’approccio a culture diverse grazie ai viaggi all’estero, i raduni con la nazionale, esperienze di vita davvero ragguardevoli. Cosa torna? Affermazioni e sconfitte. Anche le gare andate male fanno parte del gioco”.

Le caratteristiche della disciplina: “Una singola serie è strutturata in cinque pedane, più una di riserva. Complessivamente i piattelli sono venticinque ed è necessario passare su tutte le pedane a mo’ di scorrimento. Da ogni pedana escono due piattelli da destra, due da sinistra ed uno centrale, senza conoscere la provenienza. Prima di ‘chiamarli’ punto sul testimone collocato sopra la buca, per poi concentrarmi sulle singole uscite. I risultati arrivano soprattutto se matura una certa predisposizione nella tecnica di base, nella concentrazione e capacità di andare a bersaglio. Posso contare su un carattere abbastanza forte che ha aiutato, in molteplici circostanze. Diversi ragazzi e ragazze tentano l’approccio. Tuttavia il ‘rinculo’ del fucile può incutere timore, provocando un certo effetto. Se accade tutto ciò probabilmente occorre dedicarsi ad altro”.

Gli aspetti preponderanti per poter emergere: “Il nostro è uno sport quasi tutto mentale. La concentrazione è massima quando esce il piattello. Pertanto occorre svuotare la testa, senza pensare ad altro”. I risultati da evidenziare: “Il secondo posto ottenuto ai mondiali junior in Corea. Un podio al quale sono particolarmente legata. La seconda volta che sono uscita con la nazionale, conquistando un terzo posto in Perù. Infine il quarto posto alla gara individuale degli Europei, la medaglia d’oro nel team mix e quello a squadre con le altre ragazze”.

Le olimpiadi sullo sfondo: “Al momento restano un grande sogno. Non è facile imporsi pienamente, poiché non sussiste un grosso processo di rigenerazione. Il prossimo anno poi passerò ‘lady’ ossia la categoria senior, altro step molto importante della carriera.” Infine un auspicio: “Spero di poter partecipare ed essere convocata alle prove di Coppa del mondo in programma a luglio ed al mondiale in Perù alla fine di settembre”. Forza Giorgia!

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