Cantamaggio, ecco la convenzione: dal Comune poco più di 33mila euro

Pronto lo schema per l’accordo tra Palazzo Spada e i maggiaioli. Il 30 aprile la sfilata dei carri, poi poesie e canzoni dialettali

Il presente e, soprattutto, il futuro del Catamaggio ternano. Lo scorso 27 febbraio, la giunta municipale ha dato il via libera alla proposta della nuova convenzione – della durata di un anno – con l’Ente Cantamaggio in vista dell’edizione numero 123 della tradizionale manifestazione folkloristica.

La delibera di Palazzo Spada non mette soltanto un punto fermo per questo 2019, stabilendo l’entità delle risorse da destinare alla festa (33.177 euro da liquidare in due rate) ma anticipa alcuni punti su quello che potrebbe essere il destino della manifestazione.

I soldi

Il contributo deriva in parte dai proventi della cascata delle Marmore (25mila euro) e in parte dai canoni idrici (i restanti 8.177 euro) e sarà versato in due tranche: un acconto di 20mila euro ed il saldo di 13.177 euro a manifestazione conclusa e una volta “effettuati i relativi controlli” e verificata la documentazione contabile. Rispetto all’entità del contributo, il presidente del Cantamaggio, Omero Ferranti, aveva nei mesi scorsi espresso diverse perplessità. Non solo perché di fatto il contributo viene dimezzato rispetto agli anni precedenti (la convenzione tra Comune e Cantamaggio va avanti dal 2000) ma anche perché la possibilità di tagliare le spese non mette al riparo dal rischio di veder saltare la sfilata.

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Leggi: “Così si mette a rischio il Cantamaggio 2019”

I progetti

Meno soldi, dunque, pur a fronte di una altissima considerazione del valore della manifestazione e della importanza dell’Ente Cantamaggio ternano che “in virtù della forte radicazione e compenetrazione nella società ternana e nei suoi valori tradizionali, la sua storia e la specializzazione maturata nelle attività della festa svolte da così lungo tempo – spiega la delibera - appare il soggetto adeguato per garantire, nell’immediato, la continuità della tradizione e salvaguardia del bene demo-etno-antropologico della cultura popolare locale, rappresentato ed espresso dal Cantamaggio ternano, seppure con le ridotte risorse comunali da mettere a disposizione per finanziare la manifestazione nella difficile situazione economica in cui si trova il Comune quest’anno a seguito della dichiarazione di dissesto”. Ad oggi è l’Ente presieduto da Ferranti il soggetto più titolato ad organizzare l’evento. Con l’obiettivo però di rafforzarla nel prossimo futuro per “continuare, consolidare, rafforzare e altresì sviluppare la festa del Cantamaggio ternano, affinché possa diventare sempre di più un momento di crescita culturale per la cittadinanza oltre che una misura per gli operatori economici del turismo. Per tali motivi – è spiegato nella delibera di Palazzo Spada - necessita che la manifestazione, anche per le iniziative legate alla tradizione locale, attinga nuovo slancio e che, raccogliendo le spinte innovative provenienti dal tessuto sociale ed economico cittadino, sia avviato un percorso di riqualificazione e innovazione del Cantamaggio/Festa di primavera, coinvolgendo una platea più ampia di soggetti portatori di altri tipi di espressioni legate alla cultura ed alla tradizione locale, anche mediante l’individuazione di uno specifico, seppur modesto per ora, sostegno economico e finanziario”. Il Cantamaggio che verrà dovrà dunque svilupparsi su un “arco temporale” più “ampio” per incrementare il suo impatto turistico, “ferma restando la serata trionfale del 30 aprile in cui si svolge la storica sfilata dei carri allegorici con cui il Cantamaggio ha sempre espresso il suo apice”. Così da realizzare dunque manifestazioni che “corrispondano con l’apertura della stagione turistica dell’Umbria che, complice la primavera, può regalare le condizioni per un periodo di alta stagione”.

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