Cantamaggio, i carri sono salvi. Almeno per ora

Il vicesindaco Giuli in commissione: sono l’asse centrale della festa. Ma la manifestazione va profondamente ripensata

I carri sono salvi, almeno per ora. Ma il Cantamaggio va “profondamente ripensato”. Lo ha detto l’assessore all cultara, e vicesindaco di Terni, Andrea Giuli, nell’ambito della discussione che si è sviluppata nella seconda commissione consiliare di Palazzo Spada dove è stato affrontato l’atto di indirizzo relativo al rinnovo della convenzione tra il Comune di Terni e l’Ente Cantamaggio in vista della scadenza a fine 2018.  La commissione si è conclusa decidendo per l’audizione il 17 ottobre, alle 11, dei vertici del Cantamaggio e per la prosecuzione dell’esame dell’atto di indirizzo.

“Nessuna marcia indietro, nessuno ha mai detto che i carri non si vogliono fare. Si tratta di un evidente fraintendimento frutto di un iniziale confronto con i vertici del Cantamaggio, confronto basato sulle criticità: loro avevano affermato metodi e cifre perentorie che questo assessore non ha potuto accettare anche per le note questioni economiche del Comune. Ora, con i vertici del Cantamaggio ci siamo seduti ad un tavolo e per venerdì 12 ottobre conto di arrivare a qualche risultato. La convenzione scade il 31 dicembre e l’attuale vertice sarà in carica fino ai primi mesi del 2019. Stiamo discutendo su una convenzione di transizione. Ma sarà necessaria una riduzione degli importi. È opportuno, al termine della scadenza, un cambio di governance e di strumenti di gestione. Ribadisco – ha detto Giuli - che non sono contrario ai carri e non sarò io ad abolirli, mettendo fine a una tradizione ultrasecolare: essi rappresentano l’asse centrale della festa, ma la manifestazione va profondamente ripensata. Promuoveremo un comitato scientifico che accompagni il cambiamento”.

“Esprimo il mio apprezzamento - dichiara il consigliere Federico Brizi (gruppo misto) - per l’intenzione di proseguire con questa tradizione e per il non volerla interrompere. Concordo con la necessità di ripensare la festa purché essa non venga snaturata, ma ne vengano rispettati i tratti identitari, di unicità, che la distinguono dall’essere una semplice festa di primavera come tante”.

“Sposo in pieno quanto affermato dall’assessore Giuli in merito ad un ripensamento in toto della manifestazione - aggiunge Patrizia Braghiroli (M5S) - e non sono favorevole al rinnovo della convenzione, ritengo utile, altresì, chiedere un’audizione dei vertici dell’Ente Cantamaggio per conoscere i dati del loro bilancio e continuare a studiare le carte partendo proprio dalla convenzione in scadenza.”

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“Il Cantamaggio appartiene alle nostre tradizioni - interviene Paolo Cicchini (Lega) - ma va certamente modificato, non è detto che la tradizione debba necessariamente coincidere con il cattivo gusto, del resto nel corso degli anni la manifestazione è già stata modificata ed è giunto il momento di farlo tornare ad essere un Cantamaggio antico, delle origini, con il coinvolgimento di tutte le realtà presenti nel nostro territorio, ad iniziare dal mondo della scuola”.

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