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Cantautrice ternana al debutto: “Superare l’iniziale timidezza ed essere vera nella mia fragilità le più grandi conquiste”

Ep da solista per Marta Fabrizi accompagnata dalla band composta da Matteo Fabrizi (basso), Massimo Colabella (chitarra); Tiziano Teatro (batteria); Francesco Dominicis (sax), Emanuele Grigioni ed ora Cristian Pratofiorito al piano

Un vero e proprio debutto, in versione cantautrice, per l’artista ternana Marta Fabrizi. Dallo scorso 12 novembre è infatti ‘fuori’ l’Ep d’esordio ‘Numero uno’ al cui interno sono presenti tre tracce. La prima evoca proprio il formato discografico e si computa ad ‘Andata, ma torno’ e ‘Lavori in corso’. Il progetto nasce dall’affermazione al contest Musicaffamata, ossia il premio musicale under 30 organizzato dal Mishima nel 2019, il quale metteva in palio la registrazione dell’Ep.

“La prima volta che sono salita su un palcoscenico avevo appena 40 giorni” esordisce Marta alla nostra redazione di www.ternitoday.it con un sorriso. “Mia madre infatti faceva parte di un gruppo teatrale a San Francesco. Poiché ero l’ultima nata, in ordine prettamente temporale, fui parte integrante di una rappresentazione”. Gli step seguenti: “A sette anni ho iniziato a studiare il pianoforte. Successivamente praticato danza per poi cimentarmi nel teatro. A 14 anni ho ripreso a studiare canto da autodidatta. Arrivata alla maggiore età ho deciso di intraprendere tale percorso professionale dapprima al San Luis College per poi andare in conservatorio, laureandomi a Frosinone”. Per un’artista naturalmente l’influenza musicale è molto importante: “Dal rock al breatpot fino alla musica ‘nera’ caratterizzata dal soul, jazz, blues e funky. Negli ultimi anni quando mi sono avvicinata alla scrittura, ho iniziato ad ascoltare con continuità anche i cantautori italiani”. Il passaggio: “Prima interpretavo le tracce degli altri. Ho avuto la possibilità di partecipare al contest Musicaaffamata del 2019. La giuria tecnica era composta da Marco Testa, dello studio Sinusoide dove ho registrato l’Ep, Marco Biagetti (musicista) ed Emiliano Angelelli il quale cura la parte artistica del locale”.

Tre brani, la data di uscita del 12 novembre e le varie ispirazioni per Marta: “L’approccio è stato estremamente viscerale, istintivo. La prima canzone (Numero uno ndr) l’ho elaborata una mattina al pianoforte. Il testo è andato da sé come un fiume, prima di perfezionare l’arrangiamento in sala prove. Per ‘Andata, ma torno’ invece mi trovavo in Germania. Durante un viaggio in treno, mentre guardavo fuori dal finestrino, ho voluto mettere su carta pensieri ed emozioni provate. Infine il terzo, in collaborazione con Matteo Fabrizi, ossia ‘Lavori in corso’ che è stato cucito sopra la musica, a sua firma”.

La pandemia e lo stop all’attività artistica: “Ero pronta a partire con il progetto solista pertanto il lockdown ha provocato un periodo di crisi. Ho dunque rimesso in discussione tante cose e lo stop, se riguardo indietro, è stato estremamente funzionale. Nell’estate del 2020 ho fatto diversi live per poi partecipare a ‘Je sò pazzo’ ed al Momart, per citare alcuni eventi. Mi sento più autentica, post pandemia. Un’esigenza maggiore nell’esternare le mie emozioni, non nascondermi dietro a corazze e maschere. Ho prodotto anche dei brani nuovi che ho scritto durante un periodo di stop, molto intimi e riflessivi”.

Essendo la musica al centro della quotidianità sussiste una ulteriore particolarità che connota Marta Fabrizi: “Non potendomi basare solo sull’attività live, oltretutto in questo periodo, insegno canto e pianoforte. Ho una discreta vocazione e trovo sicuramente delle risposte positive dai ragazzi. Soprattutto negli adolescenti vedo un certo fermento, dettato dalle situazioni interiori provate. Li trovo estremamente consapevoli e molto ferrati su determinate tematiche”. Infine la parte interiore: “Ero una bambina estremamente timida ed il palcoscenico ha aiutato ad aprirmi. Quella timidezza un po' è rimasta, non è utile nasconderla. Per adesso mi trovo a mio agio anche con questo lato, mi piace mostrarla. Sono due le conquiste più grandi: da una parte aver superato lo step iniziale della timidezza. La seconda, nonché ultima a livello temporale, l’essere vera nella mia fragilità. Attraverso i brani è più facile da veicolare”.

Insieme a Marta anche Giulia Massarelli che si occupa dell’ufficio stampa, oltre ad organizzare eventi: “E’ stato molto bello rincontrarla dopo che, per un periodo, ci siamo un po' perse di vista”. E’ stata proprio Giulia che ha proposto alla cantautrice di partecipare a ‘Je sò pazzo’ oltre ad invitarla al contest Momart, molto apprezzato in città.

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