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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Consiglio comunale caos, le “uscite” di Stefano Bandecchi arrivano fino a Viva Rai 2

L’onda lunga della polemica dopo le parole del sindaco di Terni. Fiorello: "La Rai cercava qualcuno per l’educazione sentimentale? Eccolo". La “condanna” del Centro pari opportunità dell’Umbria e delle donne del M5S. La difesa di Alternativa popolare

L’onda lunga delle polemica dopo le parole del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, in consiglio comunale arriva fino a Viva Rai 2. Il popolare show televisivo condotto da Fiorello ha dedicato questa mattina – 23 gennaio – una “parentesi” alle uscite del primo cittadino durante l’assemblea di ieri su donne e violenza di genere.

“La Rai cercava qualcuno per l’educazione sentimentale? Eccolo£”, scherza Fiorello, aggiungendo che il prossimo film di Paola Cortellesi “sarà su Bandecchi” (qui il link alla puntata, lo spazio su Bandecchi è dal minuto 06:16).

Già nella giornata di ieri, poco dopo la fine della seduta dell’assise cittadina, le parole del sindaco erano rimbalzate su giornali, agenzie di stampa e siti web, da Repubblica al Corriere della sera, seguite da una coda di reazioni e polemiche.

Oggi, la vicenda sembra ancora tenere banco. “Le parole e i toni utilizzati nel dibattito del consiglio comunale di Terni non corrispondono alla cultura della collettività Umbra tutta, laddove negli anni – con un costante lavoro di rete - sono state portate avanti campagne di sensibilizzazione, convegni, formazione, istituzioni di numeri di telefono di pronto intervento e aiuto, case rifugio, centri antiviolenza: tutte azioni mirate a ridurre il fenomeno della violenza di genere intesa in tutte le sue forme ( stalking, violenza sessuale, violenza psicologica, abusi, mobbing, e abusi sui posti di lavoro …)”. È quanto afferma la presidente del Centro regionale per le pari opportunità (Cpo) della Regione Umbria, Caterina Grechi, intervenendo a nome del Cpo.

“In particolare – prosegue - occorre ribadire un concetto cruciale: la violenza sulle donne nasce e cresce su radici culturali e sociali precise, sulla pervasiva persistenza di stereotipi di genere che vanno prima di tutto riconosciuti per poi essere eradicati; stereotipi che serpeggiano nel nostro senso comune, nel nostro linguaggio e nelle nuove forme di comunicazione. In questo senso – conclude - le recenti considerazioni del Primo Cittadino di Terni rappresentano -nella forma e nella sostanza- un luminoso esempio di ciò che si auspica possa cadere in disuso nei costumi, nella sensibilità e nel linguaggio – tanto più quello all’interno delle Istituzioni!”.

“Noi donne del Movimento 5 Stelle – è scritto in una nota diffusa dal Movimento - quelli come Stefano Bandecchi che utilizzano costantemente il turpiloquio, infarciscono di violenza verbale ogni contraddittorio e manifestano una subcultura radicata a cui probabilmente per arroganza non hanno mai posto rimedio, non li guardiamo neanche. Se il sindaco avesse avuto un minimo di pudore o di rispetto nei confronti delle donne e di quel consiglio, non avrebbe dovuto neanche presentarsi in aula. Sono anni che Stefano Bandecchi dimostra in ogni sua uscita intolleranza, cattiveria sessista gratuita, una mentalità patriarcale della peggior specie e un'arroganza verbale che il più delle volte culmina nel silenziare la sua interlocutrice di turno solo perché la pensa diversamente. La coerenza è importante. E le parole sono importanti”.

Al sindaco arriva però la “solidarietà” da parte della presidente del consiglio comunale e consigliera di Alternativa popolare, Sara Francescangeli: “Registro con profonda amarezza l’assoluta mancanza di rispetto verso le istituzioni e i cittadini da parte delle minoranze che hanno inteso lasciare l’aula durante la discussione di un atto di indirizzo di grandissima rilevanza, come quello sulla violenza di genere. L’importanza dell’argomento è stato particolarmente sentito dalla maggioranza che ha rinunciato ad un proprio atto, già pronto, pur di arrivare ad un documento che auspicavamo condiviso e unitario. Purtroppo così non è stato, in quanto di fronte a un fenomeno così drammatico che ogni anno tocca decine e decine di donne, le minoranze hanno preferito strumentalizzare la questione, prima soffermandosi sui sofismi e poi cercando di colpire personalmente il sindaco che pure in aula è stato tra i promotori del documento e dell’argomento. Ci troviamo di fronte ad una opposizione che non ha realmente a cuore le ragioni e i diritti delle donne ma che è solo concentrata su se stessa e sulla necessità di polemizzare e colpire personalmente le istituzioni elette dai cittadini ternani. La continua, persistente, mancata accettazione della volontà popolare, in democrazia si chiama eversione. L’atteggiamento ostruzionistico o peggio ancora di chi abbandona il campo del confronto democratico, pensando di portarsi via la palla per impedire ogni partita, è miseramente fallito in quanto la maggioranza di Alternativa Popolare è andata avanti per la sua strada approvando un documento che mette in risalto la necessità di contrastare la violenza di genere ed evidenzia tutte le azioni già intraprese su questo versante, in questi mesi dall’attuale amministrazione, in collaborazione con la città”.

“Tralasciando le impronunciabili e dirette offese a tutti noi consiglieri di maggioranza da parte di chi si è visto bene dal farlo a microfoni accesi, bensì addirittura con un piede già fuori dall’uscio dell’aula consiliare – aggiunge il consigliere di Ap, Claudio Batini - tutta l’opposizione (destra e sinistra senza alcuna distinzione) ha ritenuto opportuno mandarla a caciara come si suol dire dalle nostre parti, pur di condividere un suo atto di rilevante importanza per le iniziative che lo stesso sindaco e giunta possono mettere in campo sul territorio comunale. È ora più che mai lampante quale sia l’attività di cui continua a vantarsi di fare quest’opposizione. Un’opposizione per nulla interessata ai veri problemi dei cittadini, ma neppure agli atti che essa stessa propone, peraltro condivisi dal sindaco Bandecchi e dai consiglieri di Alternativa popolare. Un’opposizione che cerca solo la discordia e la confusione, specie quando vede una maggioranza pronta ad accogliere le sue proposte, come successo in questa situazione. Un’opposizione che, perseverando su questa strada, mai vedrà più il consenso di questa maggioranza - quella di Alternativa Popolare e del suo sindaco Stefano Bandecchi - che si è rimboccata le maniche fin dal primo giorno per tentare di rimettere in piedi una città da tempo nel più profondo stato di abbandono. Un’opposizione che nulla ha a che vedere con gli interessi dei cittadini e, come in questo caso, delle donne oggetto di violenza di genere".

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