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Il Caos a Terni. La richiesta: “Il comune faccia la sua parte. La proposta culturale deve essere ampia e accessibile a tutti”

Le riflessioni dei consiglieri Michele Rossi (Terni Civica), Doriana Musacchi (Gruppo Misto) e Paolo Cicchini della Lega nell’atto di indirizzo presentato sulla gestione del sistema museale, espositivo e teatrale

“Dobbiamo avere il coraggio di cambiare quel posto iniziando dal suo nome”. Qualche giorno fa il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi aveva acceso, o meglio riacceso, i fari sul Caos ossia il Centro Arti Opificio Siri. Un luogo sul quale si è dibattuto in passato, conosciuto dalla stragrande maggioranza dei ternani - non tutti a dir la verità - e che potrebbe essere utilizzato (meglio ndr) per garantire qualche momento di serenità e svago alla comunità. Purtroppo, a seguito dell’emergenza sanitaria, l’ampia area è stata interdetta al pubblico. Ora, mentre l’attività della nuova gestione comincia a mettersi in moto, lo stesso Rossi oltre a Doriana Musacchi e Paolo Cicchini sottopongono all’attenzione dell’amministrazione alcuni punti e spunti di riflessione: “Dal cambio dell’acronimo di denominazione, alla identità del museo della città come istituto culturale, fino alla valutazione di quanto fin qui prodotto”.

“Riteniamo – afferma Michele Rossi - che lo spazio museale non è solo una vetrina del passato, ma una finestra aperta sul territorio con un ruolo nei confronti del patrimonio culturale diffuso e di quanto accade nel territorio che lo circonda. L’offerta culturale deve tenere presente il desiderio dei cittadini considerando anche temi di estrema attualità, senza trascurare la conoscenza, la creatività, le tradizioni, lo spettacolo dal vivo e le peculiarità del territorio. La città – dichiara il capogruppo - chiede una proposta culturale attinente, coerente e accessibile nel rispetto della qualità e degli interessi della rosa più ampia di categorie.

E’ altresì necessario: “Definire un indirizzo culturale e le linee programmatiche delle attività museali che possano ampliare l’orizzonte culturale senza lasciare tutto all’iniziativa dei gestori pro tempore. Un indirizzo politico, che l'amministrazione deve avere e che faccia leva sulla valorizzazione del patrimonio culturale, spostando la bussola verso la riscoperta delle radici identitarie fatta di testimonianze artistiche.
D’altronde questo è quello che è previsto in maniera esplicita nel capitolato che chiama il gestore a farsi carico delle linee di indirizzo dell’amministrazione comunale, sia per quanto riguarda le attività rivolte al mondo della scuola che quelle  di progettazione e realizzazione di mostre, manifestazioni culturali ed iniziative promozionali nel rispetto delle linee culturali”.

“Insieme alla valorizzazione di tutta la raccolta museale e a una proposta espositiva che dovrebbe essere capace di accontentare i vari gusti culturali e non ospitare solo ciò che è nelle corde dei vari gestori, troppo spesso votati al contemporaneo sperimentale" conclude Michele Rossi. "Si tratta di passaggi fondamentali, ai quali nessuno può sottrarsi e che solo se applicati è possibile dar luogo a quel cambiamento effettivo che è sempre più necessario”. 

L'ATTO DI INDIRIZZO PRESENTATO

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