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Domenica, 21 Aprile 2024
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Ecco i “Giudicabili”, così i detenuti del carcere di Terni diventano fornai

“Pane e piazza” è il progetto delle associazioni Demetra e Arciragazzi Gli Anni In Tasca, finanziato dalla Fondazione Carit che coinvolge 14 persone ristrette a Sabbione. Dove si possono comprare i prodotti

Prosegue il progetto “Pane e piazza” delle associazioni Demetra e Arciragazzi Gli Anni In Tasca, finanziato dalla Fondazione Carit. Sono 14 i detenuti della casa circondariale di Terni (8 di alta sicurezza, 6 di media sicurezza) coinvolti nell’attività teorico-pratica di preparazione dei prodotti da forno, grazie ai macchinari presenti nella struttura di Sabbione. I ristretti hanno sfornato dolci, ciambelline, baci di dama, cookies e salati.
PROGETTO PANE E PIAZZA-2In soli 60 giorni di attività, è nata una linea di prodotti da forno dolci e salati, destinata alla distribuzione, dal nome “I Giudicabili”. Il nome – non a caso – fa riferimento ad una determinata categoria di imputati, per i quali è stato avviato un procedimento penale e che si trovano in attesa del giudizio di primo grado. Per questo i biscotti giudicabili rappresentano un test per il mercato. Attraverso un Qr Code – presente sulle confezioni – e dei questionari somministrati durante le degustazioni, le due associazioni stanno raccogliendo pareri sul gradimento dei prodotti, su quanto il cliente sarebbe disposto a pagarli e poi qualche consiglio su distribuzione e packaging.

Al fine di far conoscere il progetto e promuovere i dolci, Demetra e Arci Ragazzi Gli Anni In Tasca hanno organizzato delle degustazioni nell’ambito di diverse manifestazioni. La formazione dei detenuti proseguirà fino al termine del mese di luglio. Da settembre invece inizierà la vera e propria fase produttiva, con un team selezionato dai 14 detenuti.

I coordinatori del progetto, insieme ai tutors, alla docente Donatella Aquili, al comandante della casa circondariale di Terni, Fabio Gallo, e alla responsabile dell’area educativa, Francesca Lupi, sono più che soddisfatti del percorso fin ora svolto e della collaborazione avviata. Stesso stato d’animo per i detenuti che raccontano: “Grazie a questo progetto il tempo scorre, ti stacchi dal resto. Riesci a non pensare e ti dimentichi anche di stare in carcere”.

“Osserviamo con soddisfazione, a volte anche apprensione, a volte vero orgoglio l’andamento di questo progetto che a tutti gli effetti si caratterizza come un esperimento – dichiarano Marco Coppoli e Caterina Moroni, coordinatori del progetto - Esperimento che parte dall’interno, nelle mura dell’istituto penitenziario, dove i detenuti si stanno effettivamente sperimentando in un nuovo mestiere per arrivare all’esterno attraverso i prodotti e i valori che questi portano con sé: impegno, riscatto, responsabilità, nuove possibilità.  Proprio in questo legame tra il dentro e il fuori risiede il senso dell’operazione, affinché questi due mondi siano più vicini, comprensivi, sistemici”.

Ad oggi, i prodotti possono essere degustati ed acquistati nei seguenti punti vendita: Monimbò bottega dal mondo, Bloom spazio condiviso, Meeting Point, Holy food, Lab.biciclario, I Ghibellini, Centro di Palmetta, La Siviera Officina Sociale.

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