Sangue, Avis rilancia l’allarme: scorte scese sotto la soglia minima, maglia nera al Ternano

L’associazione: si raccoglie quanto si raccoglieva nel 2006, abbiamo difficoltà a fare promozione, formazione ed informazione

Un salto indietro di quattordici anni. E le scorte di sangue in Umbria che, alla data del 16 agosto, sono precipitate sotto le “soglie minime”.

Dopo l’ospedale di Terni, anche l’Avis regionale lancia l’allarme sangue e rinnova l’appello a chi è già donatore e a chi potrebbe o vorrebbe diventarlo.

“Gli umbri hanno sempre dimostrato la volontà di partecipare alla soluzione dei problemi dei servizi sanitari e sono stati sempre sensibili agli appelli ed alla propria formazione nell’esercizio di una cittadinanza attiva”, scrive Avis in una nota stampa. “Hanno sempre dimostrato di voler donare per rispondere ad un diritto del malato ad una efficace assistenza. Un’evidente diminuzione delle donazioni, in questi ultimi anni, si è rilevata in tutte le aree della regione, con particolare evidenza nella provincia di Terni, dell’Alta Valle Tiberina, dello Spoletino, di Assisi, della Media Valle del Tevere, del Perugino”. L’Avis “sollecita i propri soci-donatori e continua a svolgere attività promozionali, di formazione e di informazione, ma rileva una maggiore difficoltà nell’espletare tali funzioni”.

Per questo l’associazione intende sollecitare l’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, con cui è stato recentemente svolto un incontro e che si è reso “disponibile ad avviare incontri tecnici di verifica degli aspetti logistici, organizzativi e tecnici delle strutture sanitarie a ciò dedicate, perché insieme possa essere definito un programma di azioni, anche promozionali, da avviare per invertire tale tendenza”.

“Più donazioni, più sicurezza … anche per te”, “Donare il sangue è una scelta di vita ed un progetto di salute” “Non perdere l’occasione, diventa donatore di sangue”: questi alcuni dei messaggi di Avis, “coerentemente ai principi di prevenzione e sicurezza, di scelta di stili di vita, di risposta ad un diritto all’assistenza con un dovere civico del cittadino sano”.

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