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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Gas e luce, un anno di caro bollette: ecco quanto ha pagato in più ogni famiglia di Terni

Il costo per l’energia è più che raddoppiato nel 2022 per un conto medio di 2.300 euro in più. Salasso da 1,1 miliardi di euro anche per le imprese dell’Umbria: i dati

Caro bollette, sì. Ma quanto? “Ora siamo in grado di fare i conti con una precisione quasi millimetrica. Rispetto al 2021, l’anno scorso le famiglie e le imprese italiane hanno subito un aumento dei costi a causa dei rincari delle bollette di luce e gas stimato in 91,5 miliardi di euro. Se le spese per l’energia elettrica sono aumentate del 109,5 per cento, provocando in termini monetari un extracosto pari a 58,9 miliardi, quelle del metano sono cresciute addirittura del 126,4 per cento, “alleggerendo” il portafoglio degli italiani di 32,6 miliardi. La stangata ha colpito più le imprese che le famiglie. Se le prime hanno pagato 61,4 miliardi in più, le seconde, invece, “solo”, si fa per dire, 30 miliardi di euro”.

A dirlo è l’ufficio studi dell’Associazione di artigiani e piccole imprese Cgia di Mestre che ha elaborato una serie di dati di Terna, Arera, Eurostat e Gse.

Ed in base a queste elaborazioni, la bolletta per energia elettrica in capo a famiglie e imprese nel 2022 in Umbria è stata pari ad oltre 3,1 miliardi a fronte di 1,4 miliardi spesi nel 2021, con una variazione assoluta di circa 1,6 miliardi (+117,2% a fronte di un +115% rilevato in media a livello nazionale). Nel dettaglio, i costi energetici in capo alle imprese nel 2022 sono stati pari a poco più di 2,1 miliardi nel 2022 mentre le famiglie hanno pagato bollette per circa 900 milioni di euro. Le imprese umbre hanno dunque pagato circa 1,1 miliardi di euro in più rispetto al 2021 mentre le famiglie hanno sostenuto maggiori costi per poco più di 440 milioni di euro. Mediamente, significa che ognuna delle circa 50mila famiglie ternane (e, di conseguenza, delle circa 386mila famiglie umbre) ha sostenuto – in proporzione – costi extra per circa 2.300 euro.

Secondo il dossier di Cgia, tra le ripartizioni geografiche del Paese è il nordest l’area più interessata dagli aumenti: rispetto al 2021 la stima degli extracosti per energia elettrica e gas è salita del 118,1 per cento. Seguono il nordovest con il +116,6 per cento, il centro con il +113,6 per cento e il Mezzogiorno con il +109,9 per cento. A livello regionale il rincaro più importante ha interessato l’Emilia Romagna (+119,2 per cento), il Friuli Venezia Giulia (+119 per cento) e il Trentino Alto Adige (+118,3 per cento). In termini assoluti, ovviamente, le più penalizzate sono state le regioni più popolate e maggiormente interessate dalla presenza delle attività economiche, come la Lombardia (+20,8 miliardi), l’Emilia Romagna (+10,2 miliardi) e il Veneto (+10 miliardi di euro).

E adesso che succede?

Se nel 2022 il prezzo dell’energia elettrica è più che raddoppiato (+142 per cento), passando da 125 (media 2021) a 303 euro per MWh (media 2022), quello del gas, invece, è rincarato addirittura del 167 per cento, salendo da 46 euro (media 2021) a 123 euro (media 2022). Il peggio, comunque, sembra essere ormai alle spalle. “Nei primi 26 giorni del 2023 – dice la Cgia - la media del prezzo dell’energia è scesa a 176 euro e quello del gas a 68 euro. Importi, quest’ultimi, comunque superiori rispettivamente del 190 e del 240 per cento se comparati con quelli di inizio 2021”.

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