Carta Tutto Treno, ecco l’accordo Regione-Trenitalia che dà il via libera all’Isee

Individuati tre scaglioni di reddito, i costi dell’abbonamento vanno da 79 a 665 euro. “No” dal Comitato pendolari: alternare treni regionali e IC non è una scelta ma un obbligo vista la scarsità dell’offerta

I nuvoloni neri erano comparsi all’orizzonte appena dopo il primo incontro, la settimana scorsa, in cui era stata manifestata la volontà di agganciare i costi della Carta Tutto Treno alla fascia Isee di appartenenza. Ieri, dopo l’ennesimo incontro fra Regione, associazioni dei consumatori e il coordinamento dei comitati dei pendolari umbri, la frattura è apparsa evidente.

L’ipotesi di introdurre tre fasce Isee per individuare i costi della Carta viene rispedita al mittente da tutti, tranne che dall’Adic. Soprattutto perché il format presentato nel corso del primo incontro non è stato ritoccato con le proposte avanzate da pendolari e consumatori.

La proposta Regione-Trenitalia

Per il 2019, Palazzo Donini mette sul piatto mezzo milione di euro a fronte di un accordo che modifica i criteri di acquisto dei titoli di viaggio integrati denominati “Carta Tutto Treno” in base ad uno schema che prevede l’introduzione di tre fasce Isee. La prima da zero a 20mila euro, con la quale la CTT avrà un costo d’acquisto compreso fra 79 e 350 euro, a seconda della durata dell’abbonamento (semestrale o annuale), della distanza percorsa e del tipo di convoglio che si utilizzerà (Intercity, Frecciabianca o misti). La seconda fascia va da 20.000 a 35.000 e i prezzi di acquisto – in funzione delle stesse variabili – vanno da 118 a 525 euro. La terza fascia è quella oltre i 35.000 euro: i prezzi degli abbonamenti variano da 150 a 665 euro. L’accordo prevede che la Regione contribuisca con risorse che per il 2019 vengono individuate in 500.000 euro. Se non dovessero bastare, la vendita delle carte verrà sospesa “ad esaurimento del plafond previsto”. La Carta è valida solo per i residenti in Umbria.

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I pendolari

“La Regione Umbria, nonostante la posizione contraria espressa dal coordinamento pendolari e dalle associazioni consumatori presenti - con l'eccezione di Adic - ha confermato l'intenzione di introdurre fasce di accesso alla carta su base Isee. Essendo state accolte per giunta solo parzialmente le richieste di modifica che avevamo espresso (si era chiesto ad esempio di portare la prima fascia Isee a 25mila e l’ultima a 40mila), ribadiamo la nostra opposizione all’introduzione di fasce Isee”. Il Comitato pendolari Roma-Firenze, che fa parte del coordinamento, rileva dunque che “nessuna delle Regioni che erogano un CTT applicano le fasce Isee a questo strumento, per un motivo ben preciso: treni regionali e IC o FB sono in tutte queste regioni, come nella nostra, complementari e non alternativi. In particolare, per quello che riguarda la stazione di Orvieto i treni regionali sono assolutamente carenti nelle fasce orarie pendolari e del tutto insufficienti ad assorbire da soli l’utenza pendolare”. Nel documento redatto dal comitato Roma-Firenze viene sottolineato anche che “altre regioni che applicano fasce Isee per accesso a servizi di trasporto (nessuna - ribadiamo - lo applica alla CTT) lo fanno dopo attenta analisi della situazione socio-economica dei residenti e dell’impatto di questa misura, come ad esempio la Toscana. Aggiungiamo inoltre rispetto all’ultima bozza trasmessa che è necessario legare l’acquisto della carta anche agli abbonamenti mensili e non solo agli annuali: molti utenti del servizio ferroviario (ad esempio studenti, lavoratori precari etc.) non hanno la possibilità di acquistare un abbonamento annuale; chiediamo alla Regione l’impegno a verificare con Trenitalia la possibilità di reintrodurre la carta unidirezionale: alcuni utenti (proprio a causa dell'offerta mista ic/regionali) utilizzano la carta per una sola tratta e questa opzione potrebbe quindi rappresentare un risparmio sia per il cittadino che per la spesa pubblica dell’amministrazione regionale”.

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