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Rossi Passavanti, il Ternano dimenticato: “E invece la sua casa museo potrebbe essere un cardine per la città”

Intervista a Danilo Pirro: “Quest’anno cade il quarantennale della Fondazione della Ternana Opera Educatrice: qualcuno se l’è ricordato?”

D'Annunzio e Passavanti

Eroe di guerra, decorato di medaglia d’oro al valore militare nelle due guerre mondiali, volontario a Fiume e amico personale di Gabriele D’Annunzio, avvocato e poi giudice della Corte dei conti (fu lui per primo a far presente che la società che gestiva le acciaierie pagava troppo poco l’uso dell’acqua per produrre energia, come oggi d’altronde), fascista della prima ora, si allontanò dal regime fino ad aderire alla Resistenza, deputato, primo podestà di Terni, creatore della Ternana opera educatrice e promotore della costituzione della Provincia di Terni (anche se la pensava estesa fino a Rieti e comprendente la Valnerina, lo Spoletino e il Nursino). A Terni, dove tornò e si ritirò negli ultimi anni della sua vita, ha lasciato una ricca collezione d’arte, un archivio sterminato e una casa ricchissima di storia, esprimendo la volontà che il Comune ne facesse una casa-museo. Una volontà, disattesa, che è tornata alla ribalta grazie al gruppo Facebook “Apriamo la casa museo di Elia Rossi Passavanti”.

Ne abbiamo parlato con uno dei promotori, Danilo Pirro, animatore degli spazi culturali ternani e ricercatore.

Soldato, eroe, Fiumano, politico, chi era Passavanti?

“Il Passavanti è una stato un personaggio poliedrico, in sintonia con lo spirito di rinascita, patriottico dell'Italia dei primi del Novecento. Un po' come il suo amico D’Annunzio, ha fatto della sua vita un'opera d’arte, fatta di azione, ardimento, passione, patriottismo, politica, ma anche di cultura intesa come azione rigeneratrice del popolo dopo gli ‘anni della decadenza’ del governo liberale”.

Qual è stato il rapporto con la città di Terni?

“La città di Terni in quel periodo incarnava quello spirito di rinascita, da piccolo borgo era diventata la città della grande industria, dei cannoni e delle navi da guerra. La città meritava un suo ruolo, non solo in Umbria, ma nella nazione stessa. Era la città ‘giovane’ contro ‘i vecchi’, era il moderno contro il passato e i passatisti. Passavanti volle che Terni si appropriasse, anche dopo il suo contributo al Risorgimento, del ‘ruolo che le spettava’, e lo fece dopo la parentesi libertaria ‘fiumana’ da uomo di Stato dentro il regime fascista. Divenne Federale, Podestà di Terni, e parlamentare del Regno, difese, anche attraverso la promozione di una ‘cultura attiva’ con i giornali da lui fondati, La Prora e Volontà Fascista, gli interessi della città di Terni. È a lui che dobbiamo la nascita della Provincia nel 1927. La città dell’acciaio doveva essere fiera della sua storia millenaria e il Passavanti si impegnò a scrivere una corposa storia della città. In questo si vede la convergenza di politica e cultura, ovvero l’idea che l’azione politica si deve alimentare con la cultura, anzi sono tutt’uno. Cosa che sembra non essere oggi più in voga”.

Quale valore avrebbe, per la città, l’apertura della casa-museo di Passavanti?

“La casa museo fu una volontà dello stesso Passavanti, che fondò un’istituzione, la Ternana Opera Educatrice, che proprio come dice il nome deve promuovere la cultura, e l’educazione nei giovani. La Toe doveva poi, alla morte dell’eroe, aprire la casa monumento, cosa mai fatta in 35 anni. Questa istituzione dovrebbe diventare un cardine della cultura cittadina, ma le sue attività sono pressoché sconosciute. La casa museo potrebbe diventare un centro di ricerca, di attrazione culturale, al pari del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. Andando oltre, potrebbe essere uno dei poli d’Annunziani insieme a Pescara, che costantemente ricorda il ‘poeta soldato’ con iniziative di livello nazionale. L’anno scorso si sono tenute in tutta Italia, manifestazioni, convegni e programmi televisivi dedicati all’Impresa fiumana del 1919 di cui l’eroe ternano fu protagonista. A Terni nessuna istituzione, nemmeno quella di Passavanti, l’ha ricordato, ha fatto solo eccezione la presentazione del libro sul poema di Fiume di Marinetti curato da Emanuele Merlino. Per concludere, quest’anno cade il quarantennale della Fondazione Toe: qualcuno se l’è ricordato?”.

Il legame di Passavanti con D’Annunzio è testimoniato, oltre che dall’impresa di Fiume, dalla fitta corrispondenza che i due intrattennero fino alla morte del Vate e dalla presenza al Vittoriale di due bottiglie di acqua minerale Amerino che Passavanti inviò a D’Annunzio affinché pensasse ad un motto per rilanciare il marchio dell’acqua. Sempre al Vittoriale c’è un’epigrafe romana con dei satiri con la dicitura “Interamna nahrs” regalata da Passavanti a D’Annunzio.

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