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Celebrazione dei defunti, gli appuntamenti previsti per il week end

Il vescovo Giuseppe Piemontese presiederà la santa messa al cimitero e nella cattedrale cittadina, il 4 novembre invece prevista la celebrazione commemorativa con i militari e le forze dell’ordine

Due appuntamenti calendarizzati nella giornata di sabato 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. Alle 10.30 presso il cimitero cittadino, il vescovo Giuseppe Piemontese presiederà la santa messa concelebrata con i sacerdoti della città, alla presenza delle autorità civili e militari e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Una ricorrenza che accomuna, nel ricordo dei defunti, non solo i credenti ma tutte le persone che si recano in questi giorni al cimitero, nel segno di un legame di amore, ravvivato nella preghiera e nella memoria. Dopo la celebrazione seguirà un momento di raccoglimento all'interno del cimitero in memoria dei caduti in guerra e la benedizione delle corone d’alloro che saranno deposte presso il sacrario ai caduti, la tomba dei Garibaldini e i monumenti delle varie forze armate, corpi dello stato associazioni combattentistiche e d’arma, e al monumento e fosse comuni dei caduti nei bombardamenti della città di Terni, all’interno del cimitero civico.

Sempre nella medesima giornata, ore 17.30 presso la Cattedrale, il vescovo Piemontese presiederà la celebrazione per la commemorazione dei defunti, ricordando in particolare i vescovi della Diocesi, i sacerdoti e i canonici defunti in questo anno, con la preghiera nella cripta della cattedrale dove sono custodite le tombe del primo vescovo di Terni Anastasio, di monsignor Dal Prà e monsignor Gualdrini. Il 4 novembre alle ore 12 sarà celebrata in Cattedrale la messa commemorativa con i militari e forze dell’ordine, istituzioni civili e militari della città a suffragio dei due poliziotti uccisi a Trieste.

Giuseppe Piemontese: “Il ricordo delle persone care non ci lascia mai”

 “Il ricordo delle persone care non ci lascia mai rende più lieve il dolore del distacco, contribuisce a custodire e ad accrescere quel bagaglio-tesoro che i nostri cari, coloro ai quali abbiamo voluto bene ci hanno consegnato ed affidato in eredità. Ma non si tratta solo di tenere viva la memoria dei propri cari - sottolinea il vescovo - specie coloro che di recente ci hanno lasciato, in un desiderio di custodire e ravvivare il ricordo e rinnovare la presenza, ma di fare esperienza di una solidarietà in umanità, che gli affetti sanno custodire. Fare memoria dei nostri defunti significa essenzialmente fondare la nostra speranza nell’amore misericordioso del Signore e nella ferma speranza nella risurrezione di Gesù”

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