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foto di repertorio

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Festa di San Giuseppe, santa messa a Terni. Il vescovo: “Un momento di grande prova per la fede”

La celebrazione è stata effettuata a porte chiuse, secondo le disposizioni previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri

Si è celebrata presso la cattedrale di Santa Maria Assunta la celebrazione eucaristica, in occasione della festa di San Giuseppe. È stato rinnovato l’atto di affidamento e consacrazione della città e dell’intera Diocesi al Cuore Immacolato di Maria, con la preghiera pronunciata dal vescovo Giuseppe Piemontese e dal sindaco di Terni Leonardo Latini.

Un atto di affidamento della gente nel suo complesso, credenti e non credenti, sani e malati, l’intero popolo delle singole comunità del comune di Terni, ma anche tutte le comunità dei Comuni della Diocesi: Narni, Amelia, Alviano, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Configni, Giove, Guardea, Lugnano, Otricoli, Penna in Teverina, San Gemini, Stroncone, Torri in Sabina-Rocchette, Vacone.

L’omelia del vescovo: “Ci rivolgiamo a Maria perché liberi l’umanità dal flagello che ci affligge”

“In quest’ora tragica è incerta, di universale pericolo, di malattia e di morte – ha affermato il vescovo durante l’omelia - quando nella forzata reclusione dello stare a casa per giorni che sembrano interminabili, prendiamo coscienza dello spreco del tempo e dello sciupio di tanto amore nei rapporti umani mancati, intravediamo la banalità di tante scelte, l’incoerenza di tanti nostri comportamenti, i pregiudizi nelle relazioni tra i componenti della stessa umanità, tutti ugualmente deboli e permeabili dall’epidemia del Coronavirus, insomma mentre presi dall’incertezza e dalla paura del presente e del futuro, siamo portati alla consapevolezza della fragilità della condizione umana, riscopriamo la bellissima realtà di essere con Maria di Nazaret, la donna della croce, in un rapporto di reciproco affidamento. Maria, la nuova Eva, è la madre spirituale di tutti i credenti, la nostra madre adottiva, che ha a cuore il benessere, la salute fisica e spirituale dei credenti, suoi figli.

A lei ci affidiamo, confidiamo nella sua premura di madre per l’umanità sofferente, nel corpo e nello spirito, alle prese con malattie e disgrazie comuni, comunitarie, globali, e con i potenti della terra, che continuano a vaneggiare, pur vedendo vacillare nella rinnovata confusione dei linguaggi i folli progetti di regni senza Dio e senza fraternità umana. Ci rivolgiamo alla nostra madre – ha concluso Giuseppe Piemontese - perché liberi l’umanità dal flagello che ci affligge, che doni a tutti di ritornare a Dio, in questo momento di prova per la fede e di preoccupazione per la sorte di tanti uomini e donne delle nostre comunità e del genere umano”.    

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