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Centri giovanili: sei le domande presentate, una richiesta non valida

Stamattina la commissione ha controllato la presenza di tutta la documentazione. Nei prossimi giorni l’analisi dei requisiti e dei progetti

Sarà una settimana decisiva per il futuro dei Centri giovanili ternani. Proprio stamattina, infatti, la Commissione chiamata a valutare le proposte di enti ed associazioni del territorio per la gestione delle strutture, ha effettuato i primi passaggi per l’assegnazione che, salvo problemi dell’ultimo minuto, dovrebbe avvenire a stretto giro.

Sul fronte dei soggetti che hanno presentato un’offerta, non ci sono sorprese dell’ultim’ora: confermata la partecipazione di CoopSociale ACTL - che da oltre vent’anni gestisce il Centro giovanile Sant’Efebo, nelle varie declinazioni che il centro stesso ha attraversato nel corso del tempo -, in ATI con la Cooperativa Edit e con la Polisportiva Sociale Baronda. Confermata la partecipazione di Italia Sociale, associazione legata a Casapound che, secondo le indiscrezioni della prima ora dovrebbe mirare proprio al Sant’Efebo, della Ternana Marathon di Tommaso Moroni, dell’associazione culturale Ponte degli Artisti, di Antonio Zona che, si è scopetto, essere legato ad un’associazione dedicata al trekking e alle escursioni. Escluso l’ex preside dell’Ipsia Giocondo Talamonti che avrebbe scelto una struttura non presente nel bando in questione che, ricordiamo, è stato elaborato per l’assegnazione del Centro giovanile Sant’Efebo, della Siviera, per la parte finora occupata dal centro giovanile Blob, in via Carrara n.2 e gli spazi in via Irma Bandiera, dove è collocato il Macondo.

Tuttavia, l’aspetto più interessante della questione, ossia per quali centri abbiano fatto domanda i partecipanti, sarà noto solo in occasione della prossima riunione della Commissione che, oggi, ha solo controllato la presenza e la regolarità della documentazione. In un caso è stata richiesta un’integrazione della stessa, ma non si dovrebbe andare incontro a particolari lungaggini. Nei prossimi giorni si procederà con il controllo dei requisiti del partecipanti e con l'analisi dei progetti.

Intanto, rimane come una spada di Damocle la scadenza del 29 marzo, data in cui il Comune ha chiesto la riconsegna delle chiavi dei centri di aggregazione cittadini e, secondo palazzo Spada, necessaria per avviare un percorso di riassegnazione degli spazi tramite bando. Decisione che, sin da gennaio, ha portato a una sentita mobilitazione dell’associazionismo e del terzo settore locali per il rischio di dispersione delle importanti esperienze di aggregazione portate avanti negli anni.

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