Centri giovanili, la Siviera rimane vuota. Ecco chi si è aggiudicato gli altri spazi

Nonostante le richieste, le proposte per via Carrara non hanno soddisfatto la commissione. Via libera per il Sant'Efebo e Macondo

Terni

Dopo mesi di attesa e una vera e propria mobilitazione su più fronti, la procedura per l'assegnazione dei Centri giovanili di Terni si è conclusa. Più o meno.

A balzare subito all'occhio è che, nonostante fossero state presentate sei domande per tre spazi, una delle strutture rimarrà vuota, almeno per il momento. E' la Siviera, in via Carrara, a non essere stata assegnata a nessuno dei partecipanti. Per la struttura, fino al 30 giugno affidata a Arciragazzi Gli anni in Tasca, non si assisterà a un passaggio di consegne. Chi si era proposto non ha superato il vaglio delle commissione mentre chi già c'era, probabilmente, non se l'è sentita di partecipare, da un lato per l'impossibilità di definire, in sede progettuale, lo sconto sul canone di affitto, e dall'altro, per la necessità di pagare le utenze che, per una struttura grande come La Siviera potevano senz'altro fare la differenza.

Più semplice l'assegnazione del Sant'Efebo: la struttura del quartiere San Lucio, fondata e storicamente gestita da CoopSociale Aclt, non dovrà affrontare nessun passaggio di mano e nessuna riconsegna di chiavi. Il progetto è stato valutato positivamente e nella gestione daranno il loro apporto anche la Cooperativa Edit e la polisportiva sociale Baraonda

Il terzo centro, il Macondo di via Irma Bandiera, è invece stato assegnato alla Ternana Marathon di Tommaso Moroni.

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Dagli uffici comunali, comunque, fanno capire che la questione centri giovanili non finisce qui: in effetti, sono molti gli aspetti da affrontare, e quasi certamente si procederà con nuovi bandi per far sì che gli spazi non rimangano vuoti. In primis, La Siviera: in attesa delle decisioni politiche riguardanti proprio l'indizione di nuove procedure, gli spazi potranno essere utilizzati per ospitare altre attività promosse dal Comune, dal servizio dell'Unità di Strada passando per i laboratori cittadini che si svolgono tra la biblioteca e la passeggiata. Rimane da scrivere, infine, il destino dei due altri centri chiusi negli ultimi mesi e per questo al centro del dibattito cittadino: il Cimarelli da un lato e Palmetta dall'altro. L'idea, è intanto quella di instaurare un nuovo dialogo con il mondo giovanile per poi creare le condizioni per far sì che spazi importanti non rimangano vuoti contenitori ma siano luoghi di condivisione, cultura e socialità.

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