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Martedì, 23 Aprile 2024
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Formazione professionale, il centro “fantasma”: “Abbandonato da anni con macchinari e strutture”

Entrato in funzione negli anni Ottanta, prima ad Amelia e poi a Narni il Cfp ha consentito a centinaia di giovani di prepararsi e trovare un’occupazione, dalla falegnameria alla cucina. Oggi è tutto dimenticato: l’intervento di Sergio Bruschini

“Quanti sanno che il centro di formazione professionale di San Girolamo è chiuso da anni?”. A porre la domanda è Sergio Bruschini, consigliere comunale di Narni e coordinatore provinciale di Forza Italia.

“È proprio così - spiega in una mozione - quella scuola, che per decenni è stata un fiore all’occhiello nel settore della formazione scolastica, è chiusa da ormai alcuni anni. La cosa pare non interessare a nessuno, nonostante da quell’istituto siano usciti tecnici, artigiani ed operai specializzati di ottimo livello. A questo punto viene da chiedersi che fine abbiano fatto le infrastrutture presenti all’interno del complesso di San Girolamo, che prima di ospitare il Cfp aveva ospitato per decenni la scuola media Luigi Valli. E qui parliamo di attrezzature importanti riguardanti il settore della falegnameria e non solo. Perché tutto è stato lasciato nell’abbandono quando una scuola del genere potrebbe ancora essere una realtà efficiente e importante per centinaia di giovani?”

“Quella del Cfp - continua l’esponente di Forza Italia - è una vicenda lunga della quale non si parla più, nonostante attraverso questa scuola in tantissimi abbiano acquisito professionalità ed imparato un mestiere. Tutto ebbe inizio nei primi anni Ottanta, quando la Regione delegò ai Comuni la gestione della formazione professionale. Dopo alcuni anni, la delega alla formazione passò alle associazioni dei comuni ed i corsi che in quel tempo si tenevano solo ad Amelia, vennero trasferiti presso dei nuovi locali i quali, non essendo di proprietà comunale, costrinsero l’associazione a pagare affitto, riscaldamento ed energia elettrica. Fu così che la direzione cerco di convogliare tutta la formazione, compresi i corsi già esistenti, a Narni. Qui le specializzazioni riguardavano meccanici e saldatori e la scuola venne ubicata all’interno dell'ex colonia delle Grazie, quindi in un’unica sede dove le spese di manutenzione erano molto più contenute”.

“Venne quindi avviato uno studio con il quale si volevano individuare locali idonei in grado di ospitare un centinaio di ragazzi e tutte le attrezzature dei vari laboratori. Fu così che l’associazione dei comuni strinse accordi con la Regione per il restauro degli ex locali della scuola media di Narni, nella zona di San Girolamo. Nel 1998 le Professionali di Narni ed Amelia vennero accorpate ed entrò in funzione l’unica sede nello stabile restaurato. Nacque così il nuovo centro di formazione professionale, fiore all’occhiello di tutto il comprensorio, dove gli studenti potevano frequentare corsi di falegnameria di meccanica e saldatura di alto livello”.

“Grazie alla lungimiranza di diversi collaboratori istruttori si riuscirono ad organizzare anche importanti sinergie con il territorio. Vennero così restaurati dagli studenti del centro manufatti della Cattedrale di Narni, il portone principale della stessa, il coro della chiesa di sant’Agostino, attrezzature e opere realizzate in collaborazione con i terzieri della Corsa all'anello per lo svolgimento di alcune manifestazioni. Nel 2000, la dirigenza del Cfp decise di dare inizio a nuovi percorsi formativi. Venne così creata la specializzazione per cuochi con gestione privata della scuola per l’alimentazione di Perugia. Nei locali del centro lo spazio era però limitato, così, in accordo con il Comune di Narni, i nuovi corsi vennero trasferiti presso i locali della rocca, dove vennero allestite le cucine, una sala ristoro ed un efficiente bar. L’avvento delle agenzie private e la maggiore rilevanza data ai corsi di cucina determinarono l'abbandono della vecchia formazione che andò quasi a scomparire”.

“Nel 2015 – prosegue la ricostruzione di Bruschini - la Regione si riprese dalle Province la delega ed il Cfp venne di fatto abbandonato, la specializzazione di cucina venne trasferita a Terni, presso l’Ancifap, dove tuttora viene svolta l’attività formativa rimasta. Dunque, ad oggi, il nostro Cfp con arredo e macchinari efficienti e funzionanti rimane desolatamente inutilizzato”.

“Il punto - conclude Bruschini - è dunque questo: se oggi a gestire queste realtà è la Regione, perché il Comune di Narni, che è proprietario del plesso di San Girolamo, non fa qualcosa per suggerire all’ente regionale di riattivare dei corsi di formazione presso questa grande struttura, dotata, peraltro, ancora oggi di attrezzature e di tutto quanto è necessario per svolgere attività didattiche di questo tipo? Non dimentichiamo che mai come oggi sono necessarie nel mondo del lavoro particolari figure professionali che proprio presso il Cfp hanno trovato per decenni la loro specializzazione. Ritengo dunque necessario che il sindaco e la giunta facciano uscire dal silenzio una realtà che da tempo è stata dimenticata e che valorizzino beni che rimangono privi di utilizzo fermi da tempo. Gli amministratori aprano dunque un tavolo di confronto con la Regione per la verifica dello stato dell’arte dell’ex Cfp e studino la possibilità di una riapertura della scuola con modalità e finanziamenti da definire”.

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