Centro multimediale, in arrivo un bando per la gestione dei teatri

Il rilancio del polo cinematografico è uno degli obiettivi dell'amministrazione comunale che sta imbastendo un bando per il centro delle ex officine Bosco. In ballo pure gli Studios di Papigno

Rilanciare il polo cinematografico a Terni. E’ questo l’obiettivo mai nascosto del Comune su cui si stanno concentrando varie iniziative. Da settimane l’amministrazione è al lavoro per imbastire un bando finalizzato alla gestione dei quattro teatri di posa del Centro multimediale. L’assessore alla Cultura e vice sindaco Andrea Giuli non si sbottona ma non lo nega, tanto da confermare anche l’interessamento già esistente di più società del settore che nei giorni scorsi hanno visitato il complesso di piazzale Bosco effettuando sopralluoghi. Di tempistiche proprio non se ne parla, “di sicuro entro l’anno” dice Giuli prendendosela lunga. Certo la questione non è semplice, ma per riportare al Centro multimediale le produzioni televisive e cinematografiche i tecnici del Palazzo stanno lavorando sodo.

C’è anche da considerare lo stato in cui si trova la struttura, al momento inutilizzata: mentre sembra ancora in buone condizioni il teatro B che ospita una sala di posa più moderna, così come il teatro A, non si può dire altrettanto per gli altri due teatri, C e D, utilizzati come ripostigli, ma che evidenziano enormi potenzialità. Tra le questioni collegate a questi spazi inoltre figura anche il progetto del Living Lab, una struttura che dovrebbe essere a disposizione dei cittadini, delle aziende e delle start up per sperimentare idee innovative e per sostenere l’innovazione e che, a questo punto, dovrebbe essere spostata da un’altra parte. Sul Living Lab c’è in ballo anche un finanziamento Por Fesr sul quale si è espresso l’assessore ai Lavori pubblici Enrico Melasecche: “Abbiamo messo a conoscenza la Regione in merito a una nuova e auspicabile valorizzazione del Centro multimediale, proponendo una diversa collocazione per il Living Lab, probabilmente presso la stazione ferroviaria, per un progetto che porterà alla realizzazione di una “piazzetta dell’innovazione”, confermando l’interesse per l’azione 1.4.1 e per i fondi del POR Fesr, ai quali dunque non abbiamo affatto rinunciato”. Viene da sé poi il collegamento con Papigno e i ‘vecchi’ studios che videro i fasti da Oscar ai tempi di Benigni per poi spegnersi pian piano tra mille beghe e cavilli societari, in primis i contenziosi con ‘Cinecittà’. A tal riguardo sembra ormai prossimo l’accordo tra Comune e dirigenti dell’Istituto Luce-Cinecittà per la restituzione degli studi che, tra capannoni e immobili, contano circa 10.000 metri quadri di spazi coperti ormai in abbandono.

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Sembrano davvero lontani i tempi de ‘La vita è bella’: da industria elettrochimica a fabbrica dei sogni poi finiti in incubo. In più di un’occasione si è parlato della volontà di riuscire a sviluppare sinergie tra gli studios di Papigno e gli spazi del Centro multimediale in un’ottica di industria culturale che si colleghi strettamente anche alle politiche di promozione turistica di area vasta, compresa la zona della cascata delle Marmore. Nel Dup 2018-2020 è indicata infatti la “valutazione sulla ricostituzione o meno di una Umbria Film commission o fondazione o soggetto dedicato per rilanciare le strutture esistenti di Papigno e gli studios del centro multimediale per le produzioni televisive e cinematografiche, in un’ottica di industria culturale collegata anche alle politiche di promozione turistica”. Un ‘progettone’, dunque, sul quale il Comune pare intenzionato a puntare, partendo proprio dal bando per il Cmm.

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