Centro Nautico di Piediluco, cantieri ad ostacoli: “Il termine dei lavori? Se va tutto bene... ancora un anno”

Se ne è parlato durante il question time di stamattina. Il consigliere regionale Valeria Alessandrini ha chiesto all’assessore Melasecche di conoscere: “lo stato di avanzamento dei lavori”

Piediluco

Tempi lunghi, quantomeno da come si evince nel corso del question time di stamattina presso l’assemblea legislativa dell’Umbria, per il potenziamento del centro nautico di Piediluco. Il consigliere Valeria Alessandrini ha sottoposto il tema all’assessore Melasecche relativamente a quelli di competenza della regione.

Nell’illustrazione il consigliere Alessandrini ha ricordato che: “Scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero, il Centro nautico di Piediluco rappresenta un polo di riferimento dove, ogni anno, si svolgono gare internazionali e si allenano le squadre nazionali di moltissimi paesi. Nelle politiche regionali in materia di sport assume particolare importanza il potenziamento e la valorizzazione del complesso immobiliare e delle attrezzature di questo centro.

Nell’aprile 2019 è stato approvato un Protocollo d'intesa per il potenziamento del Centro Nautico di Piediluco tra la Regione Umbria, il Comune di Terni, la Fondazione CARIT, la Federazione Italiana Canottaggio, il Circolo Canottieri Piediluco e la Società ERG. Secondo il Protocollo – afferma Alessandrini - la Regione Umbria deve farsi carico del finanziamento e della realizzazione dei lavori di ammodernamento del Centro Nautico di Piediluco per un importo massimo di un milione di euro. Inoltre la Giunta deve gestire tutti gli adempimenti tecnico-amministrativi previsti dalla legge nell'ambito dell'appalto di lavori pubblici, ivi compresa la validazione dei progetti di livello definitivo ed esecutivo, nonché deve individuare il direttore dei lavori e il coordinatore della sicurezza in fase di realizzazione dei lavori”.
 

La risposta di Enrico Melasecche: “Vogliamo consentire le gare internazionali”

Nella sua risposta l’assessore Melasecche ha risposto che “L’opera si basa sui finanziamenti relativi ai canoni idrici assegnati prima al comune di Terni e ora nella struttura regionale, ma già dalla documentazione che esiste non era possibile realizzare l’opera per la complessità dei lavori e per il fatto che Erg avrebbe messo i fondi solo a partire dal 2020. Numerose sono le criticità contestuali all’opera: ci sono le varianti a Prg, le prescrizioni del piano stralcio, quelle della soprintendenza e i vincoli dei sistemi naturalistici. Ho indetto una conferenza di servizi e abbiamo fatto il punto della situazione.

La Regione deve superare le difficoltà e recuperare se possibile i fondi già stanziati che sono finiti in economia e non sono più disponibili. Vogliamo consentire gare internazionali. Quanto prima ci sarà la firma dell’accordo di programma, senza il quale non si può procedere. Due sono le ipotesi al momento: il termine dei lavori a dicembre 2021, l’altra nel marzo 2022 a seconda che l’incarico sia dato o meno dalla Federazione canottaggio. Sottolineo – chiosa l’assessore  - che il comune di Terni perderebbe incolpevolmente le somme stanziate in precedenza per quanto avvenuto nella struttura regionale nei mesi scorsi”.


 

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