Centro sociale Matteotti senza sede: “Non fermeremo le attività, chiediamo di rimanere fino a nuova assegnazione”

C’era tempo fino al 31 agosto per la riconsegna delle chiavi. La presidente: “Siamo in attesa di una soluzione, confronto con i nuovi interlocutori in Comune”

Il Parco del quartiere Matteotti

La scadenza era fissata per sabato 31 agosto. Era questa la data indicata dal Comune di Terni al Centro sociale Matteotti per la riconsegna delle chiavi della struttura, rimasta di fatto senza assegnazione dopo l’emanazione del bando dedicato alle associazioni e ai centri sociali del territorio. Ed ora, in attesa di una soluzione del problema, è lo stesso Centro sociale a chiedere una proroga nella riconsegna delle chiavi, in attesa della nuova assegnazione della sede.

Lo storico centro anziani che svolge tutt’ora la sua attività in via Aleramo, infatti, era stato escluso dalla procedura per delle pendenze nei confronti dell’amministrazione. Nonostante questo, negli ultimi mesi i volontari hanno comunque mantenuto fede al proprio impegno, continuando a promuovere gli appuntamenti di animazione territoriale dedicati non solo agli anziani, ma anche ai bambini, alle scuole e ai cittadini tutti, così come da calendario. “Vogliamo far capire – afferma la presidente Chantal Mechelli – che nonostante la situazione legata alla sede sia incerta, l’attività dell’associazione non si fermerà di certo”. Oltre alla sede, infatti, il centro ha in gestione anche il chiosco del parco, considerando anche che, durante la bella stagione, la maggior parte delle attività si svolgono all’aperto.

Nuovi interlocutori

In questi giorni, comunque, si sta aprendo un capitolo nuovo della vicenda, considerando che anche il cambio politico e tecnico: da un lato, il nuovo assessore Ceccotti che ha preso il posto di Cecconi alle politiche sociali, e dall’altro il pensionamento della dirigente Moscatelli, sostituita da Vista: “Abbiamo già in parte sanato il nostro debito – continua la presidente -, sappiamo che va fatto. Avevano già chiesto la riammissione in graduatoria ma ci è stata rifiutata. Ora abbiamo chiesto ufficialmente una proroga nella riconsegna delle chiavi, considerando anche la difficoltà di spostare gli arredi, tra cui un bancone da bar. Intanto speriamo di trovare una soluzione: non sappiamo se sarà fatto un nuovo bando, a cui senz’altro parteciperemo, o se dovremo trovare una nuova sede”. Di certo, le stanze del centro sociale, se rimarranno vuote, rischiano di andare ad arricchire l’elenco degli spazi inutilizzati nel quartiere, e quindi a fortissimo rischio di degrado, come già accaduto per l’ex panificio, il vecchio Conad e i box sulle passarelle rimasti vuoti. “Speriamo di trovare una soluzione, di concerto con il Comune e con i nuovi interlocutori di riferimento – conclude la presidente Mechelli -. La nostra è una realtà significativa per il quartiere e speriamo di poter continuare a svolgere le nostre attività potendo contare ancora sulla nostra sede”.

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