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Storia di Terni, uno sguardo verso l’alto per essere fieri ed orgogliosi delle proprie origini GALLERIA FOTOGRAFICA

La città, i suoi personaggi illustri ed alcuni momenti significativi della storia evocati in epigrafi e lapidi. Un centro da riscoprire in tutte le sue sfaccettature

La storia di Terni, i suoi personaggi illustri ed alcuni momenti indelebili che hanno contrassegnato passaggi epocali del passato. Il centro cittadino è ricco di epigrafi, monumenti, lapidi che raccontano la bellezza e l’importanza di un capoluogo, troppo spesso sottovalutato. Basterebbe guardare all’insù scrutando tra una parete o una piazza per accorgersi quanto di bello è conservato ed essere fieri ed orgogliosi delle proprie origini.

Senza alcuna presunzione vi prendiamo per mano, seppur virtualmente, per poi portarvi a spasso nel tempo e nei luoghi che abbiamo ritrovato, camminando nel cuore pulsante della città. La partenza è fissata in via Federico Fratini dove è posta un’epigrafe che evoca la notte del 20 ottobre 1867, in previsione della celebre battaglia di Mentana, allorquando un drappello di 75 italiani guidati da Enrico Cairoli partirono da Terni per il ‘riscatto di Roma’. A poca distanza, in via XI febbraio, è ricordato il passaggio di Giuseppe Garibaldi in città, si narra una sosta per pranzo, ospite di Lorenzo Casalgrande (anno 1849). E sempre nella medesima via è conservata la lapide in ricordo di Furio Miselli: “In versi, canti, melodie, l’attaccamento geloso verso l’antico volto ed il vernacolo della sua città mentre fatalmente evolveva dalla vita artigiana, contadina a moderno centro d’industrie”.

Centro cittadino di Terni

Proseguiamo lambendo il Duomo e la fontana dei ‘Due Fiumi’ per dirigerci in via dell’Arringo. Qui troviamo una piccola targa di marmo che ricorda la casa dove ha vissuto Sante Possenti, padre di Francesco suo undicesimo figlio divenuto poi San Gabriele dell’Addolorata ossia il santo protettore dell’Abruzzo e degli studenti. Spingendoci infine verso le piazze del centro è opportuno fermarsi sotto la torre Barbarasa, oggetto di un restyling che l’ha riportata ad essere ammirata in tutto il suo splendore. Qui viene raccontato un momento storico molto delicato. Sul finire del XVII secolo infatti la città fu colpita da un’epidemia di peste. Poiché i casi si susseguivano nel mese di giugno – anno 1657 – il vescovo Sebastiano Gentili organizzò una grande processione salendo proprio sulla torre e portando con sé la reliquia del preziosissimo sangue, invocando poi una benedizione solenne.

Infine, a pochi metri dalla torre e sempre nella medesima via, il ricordo della cantante lirica Gina Palmucci, in arte Nera Marmora che: “Ha donato tutte le sue creature d’arte da lei interpretate accanto ad artisti come Caruso, Gigli, Schipa, diretta da maestri come Mascagni, Toscanini, Zandonai. La splendida primavera della purezza e bellezza della sua voce e l’effusione della sua anima, sempre unita da profondo legame alla sua Terni, ha onorato in Italia e nel mondo l’arte italiana”. Il viaggio si ferma in queste vie, tutte raccolte nel giro di qualche centinaio di metri. Ci sono altri tesori ‘nascosti’ nella città che meritano di essere apprezzati e valorizzati.

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