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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Attualità Montecastrilli

L’ultima messa delle suore clarisse di Montecastrilli, chiude il monastero di Santa Chiara

Era stato aperto nel 1650 e ospitava sette religiose, ora trasferite in altre strutture d’Italia e dell’Umbria. Il vescovo Gualtiero Sigismondi: “Decisione inappellabile che è il risultato finale di un processo di allontanamento dalla fede che determina quella carestia vocazionale”

La comunicazione alla comunità dei fedeli di Montecastrilli era arrivata con una lettera della diocesi di Orvieto Todi lo scorso 7 ottobre. E ieri, 27 novembre, è stata celebrata l’ultima messa nel monastero di Santa Chiara. “L’esodo” delle sette suore, come lo ha ribattezzato il vescovo, Gualtiero Sigismondi, è stato “inesorabile” ed è il “risultato finale di un processo di allontanamento dalla fede, che non risparmia nemmeno le nostre famiglie, e che determina quella carestia vocazionale che riguarda non solo le suore ma anche i preti, coinvolge le stesse clarisse, che da tempo toccano con mano le difficoltà fisiche, legate all’età che avanza, e quelle spirituali, connesse alla vita comune, alla fatica di questa salita ad alte quote che è la vita comune fraterna”.

Il monastero, aperto nel 1650, ospitava sette suore clarisse con età compresa fra i quaranta e gli oltre ottanta anni. Una prima religiosa, malata, aveva lasciato il monastero nel giorno successivo alla visita del presule, lo scorso 21 ottobre. Nella giornata di ieri si è completato il trasferimento in altre case, tra Modena, Lucca e il resto dell’Umbria.

La decisione era stata annunciata dallo stesso vescovo Sigismondi dopo essere stata maturata con la Federazione Santa Chiara e Sant’Agnese d'Assisi e in accordo con la Santa Sede. “A tale esito – recitava la lettera diocesana - si è giunti dopo diversi anni di discernimento e di confronto, che hanno portato a un decreto irrevocabile della Santa Sede: la comunità delle sorelle è in un momento di precarietà e difficoltà nel far fronte agli impegni quotidiani della vita monastica con le sue molteplici esigenze, benché con ammirevole sacrificio cerchi di viverli con fedeltà, anche per l’età avanzata e la malferma salute di alcune sorelle e per la mancanza di nuove vocazioni. Sappiamo quanti siano i legami di affetto e di riconoscenza che Montecastrilli e tutti i paesi circonvicini nutrono verso le sorelle clarisse, ma purtroppo ci troviamo di fronte a una situazione che stanno vivendo molti monasteri e istituti religiosi in Italia e nel mondo”.

“L’esodo, e non l’esilio” – come ha più volte ripetuto il vescovo – ha suscitato un profondo dolore nella comunità dei fedeli di Montecastrilli e del territorio circostante. Le clarisse non erano una presenza importante solo per i residenti della zona, ma rappresentavano un punto di riferimento per una platea molto ampia. Negli scorsi anni erano anche diventate “famose” perché proprio a Santa Chiara erano stati preparati dei biscotti che poi avevano “conquistato” i gusti di papa Benedetto XVI. Nel monastero di Santa Chiara – per il quale sembra sia stata anche chiesta una perizia immobiliare che ne avrebbe stimato il valore attorno ai 2,5 milioni di euro – sono inoltre sepolte due suore in “odore di santità” e sulla sua storia, e le sue “ospiti” è stato girato anche un docufilm.

Una presenza, insomma, discreta ma importante per tanti fedeli e non solo. Di cui si sentirà la mancanza.

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