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Tele Galileo chiude, giornalisti in piazza. L’Ordine: pessima notizia, appello a Confindustria

Conto alla rovescia per la chiusura della storica emittente di Terni. Conticelli: crollo del peso specifico del giornalismo, in special modo di quello locale. Cgil: ulteriore indebolimento sotto il profilo culturale e della libera informazione per la comunità ternana

Mancano poche ore alla chiusura di Tele Galileo. Sabato la storica emittente televisiva di Terni riconsegnerà le frequenze allo Stato e cesserà le trasmissioni. Una tappa dolorosa, l’ultima, lungo un percorso che negli anni ha visto un progressivo ridimensionamento dell’informazione locale a causa di giornali che hanno cessato le pubblicazioni, emittenti trasferite e redazioni chiuse.

L’ennesima goccia dentro la crisi di un sistema che ha spinto i giornalisti ternani ad organizzare una manifestazione che a mezzogiorno di oggi, 18 marzo, ha portato in piazza della Repubblica a Terni i colleghi di diverse testate online e carta stampata per sensibilizzare le istituzioni rispetto ad una crisi silenziosa che sta non solo travolgendo posti di lavoro, ma rappresenta anche un pericolo per la democrazia: ogni giornale o televisione che si spegne è una voce che viene affogata nel silenzio.

L’Odg dell’Umbria

Parla di “pessima notizia” Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria relativamente alla “dismissione delle frequenze televisive di TeleRadioGalileo, storica emittente del territorio ternano, e dalle conseguenze che questo ulteriore 'colpo' all'informazione locale inevitabilmente comporta”.

“Nel mezzo di una crisi epocale indotta dalla pandemia, quando le informazioni professionali assumono una dimensione perfino sanitaria, noi operatori del settore assistiamo increduli e sgomenti al crollo del peso specifico del giornalismo, in special modo di quello locale” anche a causa di una “preoccupante, quanto probabilmente voluta, deregulation legislativa per lasciare spazio alle fake news, cancro dell’informazione corretta”.

“Accade così ovunque in Italia, purtroppo anche in Umbria e in modo assai evidente a Terni e nel Ternano – rileva Conticelli - territorio un tempo florido per redazioni e giornalisti ed oggi rimasto desolatamente a corto di voci”.

Conticelli si rivolge dunque con una lettera aperta al presidente della sezione di Terni di Confindustria, Riccardo Morelli. “Non le evidenzio, poiché ne sarà certamente a conoscenza, quanto abbia pesato, per giungere a tale desolante situazione, il chiamarsi fuori delle istituzioni pubbliche locali nel corso dei decenni e di conseguenza il campo libero lasciato a editori distintisi negativamente nel perseguire l’esclusiva logica del profitto. Come associazione che tutela la categoria, abbiamo faticato, e fatichiamo ancora, a reperire sul territorio validi interlocutori con cui avviare una possibile prospettiva di scenario, nonostante il settore, pure danneggiato dall’emergenza Covid, lasci intravedere evidenti spiragli di rinascita a fronte di un’oggettiva richiesta di notizie che giunge dalla società civile”.

“Molti altri territori nazionali già in questa fase programmano economicamente e socialmente il dopo-Covid, nel quale - lo dicono le proiezioni degli esperti – l’informazione tornerà a giocare ruoli di primo piano in tutte le sue componenti, dalla carta stampata allo stesso web, dalle televisioni alle radio. In tale contesto l’imprenditoria locale merita di essere chiamata a una valutazione che tenga conto delle indubbie possibilità di sviluppo del settore della comunicazione, sia sul terreno economico (posti di lavoro e quant’altro) che su quello sociale e culturale”.

“I giornalisti ci sono – aggiunge in conclusione Conticelli - hanno un elevato profilo qualitativo e già sostengono, in condizioni estremamente disagiate e sottopagati, il proprio ruolo, pronti a Terni e nel territorio provinciale a concorrere attivamente a una visione imprenditoriale dinamica che intenda cimentarsi concretamente con progetti di largo respiro sul terreno dell’editoria. Il mercato delle notizie vive una stagione di crisi, tuttavia in esso sono presenti spunti e occasioni che abili imprenditori potrebbero gestire al fine di avviare iniziative sostenibili e redditizie. Tra l’altro, l’Ordine dei giornalisti dell'Umbria, nei mesi scorsi, ha partecipato attivamente alla strutturazione della nuova legge regionale sull’editoria, provvedimento che si appresta a divenire realtà con contributi riferiti alle attività editoriali collocate in tutto il territorio regionale”.

“A voi imprenditori chiediamo coraggio, a voi offriamo competenza pur nella ovvia distinzione dei ruoli. Insieme ai colleghi componenti il consiglio direttivo – è l’invito di Conticelli a Morelli - sono pronto a incontrarla, quando ciò sarà possibile e quando lei riterrà opportuno, per discutere gli argomenti sopra prospettati, utilizzando queste poche righe come occasione di spunto per una riflessione a tutto campo che a nostro avviso oggi più che mai si impone”.

I sindacati

Anche la Cgil di Terni esprime “forte preoccupazione per l’annuncio della chiusura della redazione di Tele Galileo. Ciò rappresenta un ulteriore indebolimento sotto il profilo culturale e della libera informazione per la comunità ternana”.

“Tele Galileo ha rappresentato per anni un punto di riferimento per molti cittadini, permettendo di seguire gli avvenimenti di diversa natura presenti in città, attraverso una informazione sempre attenta e puntuale a dar voce al territorio. Oggi - rileva la Cgil - l’insieme della comunità è più debole perché quando si riducono gli spazi democratici di informazione e partecipazione non è mai buon segnale”.

“Siamo vicini ed esprimiamo la piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici coinvolte che da troppi anni, insieme ad altri dello stesso settore, hanno visto un progressivo indebolimento e una riduzione dei propri spazi lavorativi, nonostante l’impegno costante e la professionalità profusa”.

“Auspichiamo – conclude Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil di Terni - che l’insieme dei soggetti operanti nel territorio affronti questi temi per ridare alla città tutta un profilo, almeno sugli aspetti dell’informazione, capace di poter rappresentare la voce e i bisogni di un territorio che altrimenti sarà sempre più isolato”.

Il segretario provinciale della Ugl Terni, Daniele Francescangeli afferma che “con la chiusura di Tele Galileo si chiude l’ultima Tv rimasta a Terni. Pochi mesi prima è stata la volta di Trt, dove lavoravano tanti ragazze e ragazzi capaci e professionali. L’informazione che con professionalità e passione i giornalisti hanno portato avanti nel difficilissimo settore dell’editoria ternana non merita questa conclusione. Alle ragioni dell’azienda, si contrappone infatti un oggettivo impoverimento del confronto dialettico, indispensabile verso le nuove frontiere dello sviluppo, su cui poggiare i nuovi impieghi occupazionali. Impieghi di cui i ternani hanno estremo bisogno”.

“A giornalisti e lavoratori - continua Francescangeli - oltre alla scontata solidarietà e vicinanza, va il sincero augurio di non disperdere l’importante bagaglio di esperienza guadagnato sul campo, anche grazie a produzioni giornalistiche innovative, apprezzate per la tempestività delle realizzazioni e il pluralismo dei contenuti”.

“L’interruzione delle trasmissioni dell’emittente televisiva rappresenta una grossa perdita all’interno di un contesto che racchiude la pluralità e la libertà dell’informazione. La nascita di un mezzo di comunicazione in una città multiforme e multi contestuale come Terni – prosegue Francescangeli – non può mancare. La chiusura di un mezzo di comunicazione rappresenta dunque una sconfitta per la libertà di informazione ed è pure un danno alla vita sociale e democratica del nostro territorio che deve basarsi su una continua e costante pluralità di voci”.

Le istituzioni

“Intendo esprimere la mia preoccupazione per l’annunciata chiusura del canale tv di Tele Galileo. La notizia colpisce una delle emittenti storiche del Ternano e si inserisce in un quadro di criticità in atto da tempo sul versante della stampa locale con numerose redazioni e testate giornalistiche chiuse”. Il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, interviene sulla vicenda dell’emittente televisiva.

“Non voglio entrare nel merito delle scelte compiute dall’editore – specifica Lattanzi - ma semplicemente constatare che Terni, seconda città dell’Umbria e uno dei poli siderurgici più importanti d’Italia, oggi si trova a dover affrontare l’ennesima vicenda legata al ridimensionamento della presenza di testate giornalistiche sul territorio”.

“La mia piena solidarietà – aggiunge il presidente - va ai giornalisti, ai tecnici e a tutti coloro che sono impiegati a vario titolo nell’emittente e mi auguro che non vi siano per loro ripercussioni sui rispettivi livelli occupazionali. Credo, al contempo – conclude - che possa essere utile l’avvio di un dibattito approfondito sullo stato del giornalismo a Terni e su questo sono pienamente disponibile a fare la parte istituzionale di mia competenza”. 

“Non potendo personalmente partecipare, per motivi di salute, alla manifestazione dei giornalisti di Terni e provincia che giustamente intendono sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni alla progressiva perdita di testate giornalistiche e televisioni nel nostro territorio – spiega in una nota il presidente del consiglio comunale di Terni, Francesco Maria Ferranti - voglio esprimere ufficialmente la mia vicinanza e il mio sostegno alla loro iniziativa: chiunque crede nelle istituzioni democratiche, deve avere a cuore anche l’attività della stampa libera e plurale che dei sistemi democratici è parte integrante”.

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