Quando il cinema diventa una finestra sull’autismo: “Tutto il mio folle amore” proiettato per le scuole

L’iniziativa promossa da Angsa Umbria si svolgerà il 5 novembre al Citiplex con le classi dei Licei Angeloni Indirizzo Musicale

Si intitola “Tutto il mio folle amore” ed è il nuovo film di Gabriele Salvatores. La pellicola tratta una tematica difficile, e ancora poco conosciuta, come quella dell’autismo.
Sarà in programmazione al cinema Cityplex di Terni martedì 5 novembre. Per l’occasione, il cinema ospiterà alcuni rappresentanti di Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria, da quasi vent’anni impegnata del sostegno ai familiari delle persone affette da autismo.
A Terni Angsa Umbria parteciperà alla proiezione grazie ad un progetto insieme alle classi dei Licei Angeloni Indirizzo Musicale (1M-2M-3M-4M-5M), in occasione di un percorso di avvicinamento alla Giornata Mondiale dell'Autismo, che ogni anno si svolge il 2 aprile.
Un modo per sensibilizzare gli studenti sulle problematiche dell’autismo; accrescere la significatività sociale dell’approccio alle problematiche della disabilità; porre al centro degli interventi educativi l’importanza della persona con le sue positività e risorse; promuovere l’inclusione a scuola delle persone affette da autismo.
“Tutto il mio folle amore” prende il titolo da un verso della canzone di Domenico Modugno "Cosa sono le nuvole", a sua volta titolo dell'episodio di “Capriccio all'italiana” diretto da Pier Paolo Pasolini. Racconta la storia di Vincent, ragazzo di 16 anni con un grave disturbo della personalità. Accanto a Vincent c’è la figura della madre Elena, che da sempre affronta il problema del figlio, e di suo marito Mario, affezionatosi a Vincent fino ad adottarlo legalmente. L’equilibrio però è destinato a cambiare, quando compare sulla scena Willi, il padre naturale del ragazzo che ha abbandonato lui ed Elena alla notizia della gravidanza. È Vincent a quel punto a trovare la via di fuga che cercava: si infila nel furgone di Willi, cantante da matrimoni e da balere soprannominato "il Modugno della Dalmazia", ora diretto verso una tournée nei Balcani. Un viaggio fisico, mentale, introspettivo, scandito dalla musica, che diventa un modo per comunicare tra padre e figlio.

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