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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Nuovi focolai di peste suina anche alle porte dell'Umbria, Coldiretti lancia l'allarme: "Troppi cinghiali, rischiamo tsunami economico"

"Chiediamo quindi l'attivazione immediata di tutte le forme di controllo per arginare innanzitutto la proliferazione incontrollata di questi ungulati"

"Rischiamo uno tsunami economico per gli allevamenti suinicoli e conseguentemente per i prodotti trasformati. Non possiamo più attendere. Ribadiamo con forza quanto sia urgente e necessaria l’adozione di misure immediate per il contenimento dei cinghiali": L'allarme porta la firma di Albano Agabiti, Presidente Coldiretti Umbria, che parla di un'emergenza sanitaria molto vicina ai nostri confini, quella della peste suina, che si diffonde attraverso i cinghiali. Una presa di posizione dopo l'ipotesi di alcuni focolai registrati in Piemonte, Liguria e ora zona Capitale.

"Abbiamo più volte sollecitato nelle sedi istituzionali e nelle piazze la necessità della loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo in base all’articolo 19 della legge 157/92 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. In Italia parliamo di più di 2,3 milioni di esemplari. Rischiamo che l'emergenza si allarghi e metta a serio rischio l’intero comparto suinicolo umbro, le eccellenze che da esso derivano e la norcineria umbra, segmento importante dell’economia agricola regionale e settore di punta dell’agroalimentare Made in Italy. Chiediamo quindi - ha ribadito Coldiretti Umbria - l'attivazione immediata di tutte le forme di controllo per arginare innanzitutto la proliferazione incontrollata di questi ungulati; controllo che nonostante le ripetute e innumerevoli nostre sollecitazioni non hanno trovato la giusta attenzione da parte delle istituzioni”.

Anche Mario Rossi, Direttore regionale Coldiretti, ha ribadito che "pur senza alimentare al momento allarmismi occorre mettere in campo ogni iniziativa utile a fermare il proliferare dei cinghiali e garantire la sicurezza degli allevamenti suinicoli, monitorando attentamente la situazione per evitare strumentalizzazioni e speculazioni a danno dell’intero comparto”.

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