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Cinghiali fuori controllo. Arriva l'atto di indirizzo dei gruppi di maggioranza: "C'è bisogno di un lavoro collegiale con la Regione"

Il documento, sottoscritto dai capigruppo di Forza Italia, Lega, Fratelli di Italia, Terni Civica e dalla consigliera del gruppo misto Musacchi, porta in aula consiliare le preoccupazioni avanzate dalla Coldiretti

La questione dei "cinghiali fuori controllo", della loro proliferazione e invadenza non costituisce solamente un problema di sicurezza stradale ma, come già sottolineato anche dalla Coldiretti, anche un danno per l'agricoltura. 

A porre l'attenzione sulla necessità della gestione e controllo della fauna selvatica, in particolare dei cinghial, è un atto di indirizzo sottoscritto dai gruppi consigliari di Forza Italia, Lega, Fratelli di Italia, Terni Civica e dalla consigliera del gruppo misto Doriana Musacchi, con il quale si richiama a un lavoro collegiale fra regione, associazioni del mondo dell'agricoltura, quelle venatorie e l'ambito territoriale della caccia. 

"Danni ingenti a un intero settore"

L'atto presentato durante la seduta di consiglio di oggi, lunedì 12 aprile,  fa presente che "tra gli effetti riconducibili al protrarsi dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 vi è sicuramente quello del cospicuo aumento dei capi di cinghiale dovuto anche alla diminuzione delle battute di caccia; tale problematica - si legge nel documento - era stata sottoposta all’attenzione dell’amministrazione comunale che insieme alla prefettura di Terni ha già avviato un tavolo tecnico incentrato sulla problematica della sicurezza stradale; la federazione regionale Coldiretti Umbria, ha rappresentato la forte preoccupazione degli imprenditori agricoli del nostro territorio che spesso si trovano obbligati a vigilare, anche nelle ore notturne, sulle proprie culture per non vederle distrutte dai cinghiali, il cui aumento esponenziale sta provocando ingenti a seri danni ad un intero settore; DColdiretti riferisce che i capi in circolazione, pur non essendo in possesso di dati derivanti da un censimento, sono circa 9000 in più rispetto allo scorso anno".

Il documento controfirmato dai gruppi di maggioranza, mette in risalto alcuni provvedimenti già attuati dalla giunta della Regione Umbria, come "la riduzione del numero dei componenti per formare una squadra di caccia al cinghiale da 20 a 15 nella giornata di giovedì; in caso di presenza di cinghiali sul proprio terreno, l’agricoltore dovrà rivolgersi all’ambito territoriale di caccia) competente, il quale avrà non più 48 ore, ma solo 4, per poter intervenire; trascorso questo tempo l’agricoltore è autorizzato ad agire direttamente". 

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