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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Terni, attività festeggia i cinquant’anni: “Una vita associativa meravigliosa. La fidelizzazione ha fatto la differenza”

Molteplici eventi per festeggiare mezzo secolo di Tennis club circolo che ha fatto la storia sportiva ed associativa della città

Un traguardo da festeggiare quello tagliato dal Tennis Club. Lo storico circolo ternano infatti raggiunge i 50 anni di attività, grazie al lavoro sapiente della presidente Elvira Bruni e di Gianni Capotombolo. Molteplici le ulteriori discipline praticate: padel, nuoto, golf, fitness, lotta. Una vera e propria polisportiva che dispone di grandi spazi e infrastrutture per consentire ai fruitori di poter trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza.

Occorre risalire al 1969 per tracciare un percorso che, ufficialmente, scatterà cinque anni dopo. “La prima scuola di tennis del sottoscritto con la Canottieri Piediluco. Da lì è partito tutto – ricorda Gianni Capotombolo – poiché fu quella la prima esperienza. Mio suocero aveva una cava di breccia e seguendo le mie indicazioni poi riuscimmo a costituire il circolo. Trattasi di un vero e proprio recupero ambientale di una vasta zona collocata nella periferia della città”. Al momento sono presenti otto campi da tennis, tre di padel, un ristorante, due piscine all’aperto, una palestra e nove buche per il golf.

Il movimento del tennis era piuttosto sviluppato in città: “Dobbiamo ringraziare tutti coloro i quali si sono impegnati, in diverse parti del territorio”. Il connubio con la Coppa Davis: “Organizzammo un torneo internazionale, nello stesso anno della vittoria della manifestazione. Arrivarono giocatori provenienti da diverse parti del mondo. Lo vinse Corrado Barazzutti dopo una semifinale con Bertolucci. Proprio grazie a questo torneo che Nicola Pietrangeli decise di schierare Barazzutti come singolarista. Inoltre nel 1998 Filippo Volandri – attuale selezionatore azzurro - ottenne il suo primo successo da professionista proprio a Terni”.

Dagli albori allo sviluppo: “Nasciamo con cinque campi, una piscina e tanti, tantissimi soci che decisero di aderire. In pochi mesi se ne contarono circa 600. Per tanti anni poi distribuimmo un magazine, dove ognuno portava il proprio contributo. I terreni da gioco aumentarono a dieci con una tribuna dalla capienza di 1500 posti. Riuscii in una circostanza a riempire tutto l’impianto, era gremito di sportivi in ogni ordine di posto. La voglia di tennis era enorme, a metà degli anni settanta. Si era stappata la bottiglia di spumante. Proseguì intatto questo boom con il trascorrere del tempo ed anche noi ci adeguammo. Non sapevamo dove mettere le persone per l’afflusso continuo di gente”.

Di aneddoti ce ne sarebbero da raccontare tantissimi. Il Circolo ha vissuto annate di prestigio, diventando un vero e proprio punto di riferimento: “Ha avuto una vita associativa meravigliosa, vivendo situazioni di ogni tipo. La fidelizzazione ha fatto la differenza. Se non lo frequentavi non eri nessuno, così pensavano in molti. Poteva essere definito esclusivo per l’importanza che rivestiva, non per le quote da versare poiché le abbiamo sempre tenute basse. Il segreto? Tutti coloro che hanno frequentato il Tennis Club si sono sentiti a casa”. La struttura ha beneficiato di molteplici interventi di restyling ed ampliamento, come ad esempio una seconda piscina: “Negli anni novanta poi sono venute fuori una serie di palestre e la moda si è spostata sul fitness. Non potevamo stare a guardare – spiega il maestro Gianni Capotombolo – anche perché dovevamo accontentare le richieste dei nostri soci”.

L’altra grande attrazione del golf: “Prendemmo in convenzione un terreno. Una intuizione dettata dalla passione per questa disciplina. Molti soci decisero di smettere di giocare a tennis per cimentarsi nel golf. Seicento sacche di giocatori abbiamo movimentato, in giro per il mondo. Tutto ciò ha accresciuto il prestigio del Tennis club”. I risultati sportivi: “L’attività agonistica è parte integrante. Siamo riusciti a partecipare alla Serie B di tennis con i giocatori cresciuti qui. Inoltre stringiamo delle collaborazioni, mediante la sottoscrizione di convenzioni, con altri circoli”.

Infine il ricordo più bello da conservare e preservare: “La prima volta che sono stati organizzati i campus. Vedere i bambini con la gioia negli occhi è un’emozione indescrivibile”.

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