Città da rilanciare: Confartigianato lancia la sua ricetta in 70 proposte

L'associazione chiama a raccolta gli amministratori: "Fino a oggi non siamo mai stati considerati per un confronto a tutto tondo sulle questioni di valorizzazione della città". Medori e Franceschini: "Pronti a fare la nostra parte" VIDEO-INTERVISTE

“Abbiamo chiesto di continuo tavoli di confronto alle amministrazioni comunali, dai tempi della Giunta Di Girolamo fino ai giorni di oggi, per portare le nostre proposte di rilancio della città e del centro: nessuno ci ha mai preso in considerazione”. Confartigianato Terni tira fuori le unghie e rilancia: “Noi le proposte le abbiamo, i progetti ci sono, torniamo a chiedere dunque un confronto anche con il resto delle associazioni di categoria”. Lo ribadiscono a una voce sola il presidente Mauro Franceschini, il direttore Michele Medori, affiancati dai responsabili di settore, Bruno Felici per i pubblici esercizi e Daniela Tedeschi per il Turismo. “In questi anni – affermano - nello stretto rispetto delle rispettive competenze, sono state molto numerose e consistenti le proposte, spesso tradotte in documenti mirati al rilancio economico e alla rigenerazione urbana, che l’associazione ha inviato a titolo di contributo di idee alle amministrazioni degli enti territoriali, dimostrando sempre la disponibilità a fare la propria parte per la realizzazione.

Coerente con questa impostazione Confartigianato Terni ha più volte denunciato e richiamato alla responsabilità comune le aree di criticità che hanno determinato la debolezza del tessuto economico locale e che vanno affrontate e superate: la scarsa coesione sociale che si esprime anche sotto la forma di perdita dei centri decisionali; la limitata chiarezza strategica e continuità delle politiche della Regione e delle altre Istituzioni regionali sul territorio ternano soprattutto in termini di università, ricerca e sanità; la sopravvivenza di mentalità e di modelli di sviluppo industriale datati e incompatibili con l’ambiente; un rapporto di sostanziale passività delle istituzioni locali nei confronti delle imprese multinazionali largamente presenti nel territorio; la mancanza, al di là delle affermazioni di principio, di azioni operative in grado di dare concretezza alla duplice vocazione del territorio quale sede di servizi innovativi e patrimonio di soluzioni indispensabili, sia allo sviluppo regionale che all’area del centro Italia e romana in particolare; la necessità e opportunità di politiche pubbliche efficaci in grado di elevare su livelli sempre più significativi per lo sviluppo territoriale i fenomeni che si stano evidenziando sul territorio dell’Umbria meridionale nella direzione dell’accoglienza turistica legata ai temi delle attività sportive, dell’enogastronomia, delle bellezze naturali e culturali e dei borghi”. Il risultato è un documento con ben 70 proposte sintetizzate in varie priorità: “L’intento – precisano -non è quello di aggiungere un nuovo elaborato programmatico o rinnovare l’esposizione di direttrici di sviluppo già evidenziate per le quali si rimanda ai documenti precedenti dell’associazione, che purtroppo sono in larga parte ancora attuali. Si intende in questo momento focalizzare l’attenzione sul livello operativo, proponendo una rassegna di possibili interventi individuati sulla base delle esigenze delle imprese e secondo criteri di realizzabilità a breve e, inoltre prevalentemente, di limitata onerosità. Tali interventi presi singolarmente avrebbero certamente un impatto puntuale, ma se realizzati in buona parte possono contribuire in modo concreto ad avviare processi di sviluppo e/o consentire di preordinare future azioni di rilancio economico di ampio respiro e simultaneamente a gestire proficuamente le situazioni urgenti al fine di limitare i disagi ed evitare aggravi di costo.

Si tratta pertanto di interventi sull’area urbana, principalmente del centro città, sui servizi pubblici, sulle politiche tributarie, sulle politiche commerciali, arredo urbano, turismo, cultura ecc. organizzati per obiettivi, che non esauriscono gli argomenti, ma evidenziano alcune azioni realizzabili a medio – breve termine”.

Ecco alcune delle  proposte del documento:

  • rilanciare la proposta della fermata a Orte dei treni TAV stipulando patti di collaborazione con la provincia di Viterbo e il Comune di Orte.
  • rinnovare l’impegno per passare finalmente alla fase operativa della piattaforma logistica, infrastruttura ormai completata da tre anni e per la quale ancora si attende l’avvio, che potrebbe essere in grado di dare al territorio una gestione dei flussi fisici enormemente più efficiente e compatibile e all’area urbana di Terni, in particolare, un grande contributo in termini di miglioramento della vivibilità.
  • prevedere nel quadro della preannunciata riattivazione del servizio di bike sharing anche supporti sufficienti per il trasporto degli acquisti, nonché un numero sufficiente di tricicli, tradizionali ed elettrici, destinati a trasporti più voluminosi, il cui utilizzo può essere premiato anche con sconti commerciali.
  • creazione di una fascia oraria serale dedicata allo shopping con varie facilitazioni innanzitutto di parcheggio agevolato
  • valutare ipotesi di riapertura della ZTL, o di parte di essa, nella medesima fascia oraria dedicata allo shopping e nelle ore notturne, accompagnate da un pacchetto specifico di interventi che gestisca efficacemente i flussi, aumenti e automatizzi i controlli, renda certa la sanzione per i parcheggi abusivi e che soprattutto tenga in considerazione le specificità delle singole vie interessate, in termini per esempio di spazi riservati ai flussi pedonali, con appositi arredi, nonché il parere e la collaborazione delle imprese insediate nelle singole vie.
  • Trasformare il parcheggio di Largo Cairoli (fino a successiva destinazione dell’area) attualmente parcheggio gratuito a disco orario nelle ore diurne, ma abusivamente utilizzato come parcheggio lunga sosta h24, in parcheggio a pagamento ore diurne e libero ore notturne. Tale proposta bilancerebbe bene le diverse esigenze di accessibilità veloce del centro città per cittadini e imprese e sosta notturna per i residenti.
  • avviare l’iter di realizzazione in project financing di un nuovo parcheggio multipiano in Largo Cairoli, fuori terra e/o sotterraneo, moderno, attrattivo in sé dal punto di vista architettonico, con area espositiva dei possibili reperti storici eventualmente presenti nel sottosuolo.
  • Rilanciare le convenzioni con i parcheggi di attestamento dedicate ai clienti degli commercianti e artigiani del centro città (sono attualmente operative una convenzione con il parcheggio di San Francesco e una promozione autonoma del parcheggio di Largo Manni) e in particolare riattivare la convenzione con il parcheggio di Corso del Popolo che ci risulta attualmente sospesa, in modo apparentemente immotivato, anche per concorrere al miglioramento dei risultati gestionali dello stesso. Inoltre valutare la possibilità di estendere la gratuità dei parcheggi di superficie “strisce blu” anche al sabato pomeriggio.
  • essendo il decoro urbano e le manutenzioni un campo inevitabilmente ad assorbimento di risorse, occorre gestire le priorità e destinare, come meglio specificato in seguito a questi fini anche una quota delle risorse della tassa di soggiorno.
  • migliorare i controlli, anche attraverso videocamere, ma soprattutto tramite intervento diretto del personale della Polizia Municipale per garantire la certezza delle sanzioni e del risarcimento del danno in caso di danneggiamenti agli arredi e atti contrari al decoro.
  • nei posteggi dei taxi di piazza della Repubblica rinnovare le strisce e sanzionare chi li occupa abusivamente. Il parcheggio abusivo infatti oltre a costituire un elemento negativo e diseducativo,  crea un effetto a catena contrario al decoro, perché i taxi di conseguenza si posizionano oltre la barriera dell’area pedonale al centro della piazza.
  • ridefinire le azioni di marketing territoriale, rivolgendole alle province di Rieti e di Viterbo, e soprattutto all’area urbana di Roma.
  • rilanciare campagne rivolte a promuovere l’attrazione di residenti rivolte soprattutto all’area urbana di Roma, anche attraverso la collaborazione delle associazioni di categoria e gli enti che le hanno già sostenute in passato.
  • esenzione tributaria  per le iniziative di promozione commerciale a cui aderiscano almeno 15 imprese nel centro e in tutto il territorio del comune (ad esempio occupazione suolo e imposta pubblicità) e promozione delle stesse nei canali di comunicazione comunali.
  • creazione di un progetto di integrazione turistica della Cascata e Piediluco con i borghi della Valnerina (Arrone, Montefranco, Ferentillo, Polino), con Scheggino e Labro e con le Gole del Nera al fine di recuperare l’unità culturale della Valnerina e predisporre supporti di promozione integrata. Il progetto andrebbe elaborato naturalmente in modo da poter attingere alle linee di finanziamento europee.
  • mettere a frutto i vari plus della città (propensione dei cittadini, conformazione urbana, posizione geografica favorevole, buona disponibilità di servizi ristorazione, facile accessibilità via treno e via auto dalla capitale, ecc.) per costruire una direttrice di sviluppo ed elaborare una politica degli eventi che integri, promuova e valorizzi gli eventi cittadini (evitando iniziative in conflitto con gli operatori economici della città ad esempio street food in centro).
  • vincolare le somme incassate a titolo di Tassa di Soggiorno a finalità strettamente turistiche in modo definitivo e a finalità di lotta al degrado e promozione del decoro per un periodo quinquennale.

“Come sopra espresso – aggiungono i vertici di Confartigianato - tale elenco di azioni operative non è certo esaustivo e, soprattutto, focalizza solo gli aspetti che si possono affrontare in tempi brevi e medi con risorse non straordinarie. Con una maggiore disponibilità di risorse sarebbe possibile e opportuno realizzare altre azioni operative in grado di agire in profondità. Per determinare una svolta in termini di sviluppo locale occorre evidentemente un livello ben più elevato di risorse, una maggiore libertà di azione da parte dell’ente sia sul corrente che sugli investimenti, che sarà possibile solo tra qualche anno e la necessità di pervenire a una politica sinergica con tutti i livelli delle amministrazioni pubbliche locali. Solo così sarà possibile agire su livelli più profondi con possibilità di successo nel fronteggiare le vere e proprie emergenze sociali che la città deve affrontare. 

Di fronte alla gravità dei problemi del territorio, sarebbe logico aspettarsi che l’azione amministrativa dei vari enti competenti fosse orientata e valutata in base all’efficacia delle misure poste in essere per contrastare questi fenomeni negativi.

Le priorità pertanto non possono che essere tre: il rilancio economico che può discendere solo dalla riscoperta della propria identità e ruolo territoriale, la bonifica ambientale e le misure di supporto alle imprese e alle famiglie.

Per quanto detto Confartigianato ritiene che occorra uno sforzo amministrativo eccezionale, che vada ben al di là delle difficoltà dell’Ente e sia in grado di rompere impostazioni consolidate per liberare risorse ed energie. Innanzitutto per quanto riguarda lo sviluppo economico e i rapporti con le multinazionali non è più sufficiente la semplice gestione, per quanto necessaria, delle ricorrenti crisi localizzate: occorrono nuove direttrici di sviluppo e incentivi alle produzione ancora maggiori rispetto a quelli già in atto. Mancano inoltre strumenti di supporto dedicati al commercio e all’artigianato, settori che infatti mostrano una sofferenza pesantissima e per i quali urge un approccio di maggiore efficacia economica e amministrativa rispetto a quello che si è potuto apprezzare in questi mesi, che può discendere solo dal confronto con le associazioni di categoria, non certo da iniziative estemporanee nelle quali la amministrazione sembra volersi attardare.

Occorrono politiche di marketing territoriale efficaci, occorre  dare forza alle attività universitarie e di ricerca pubbliche e private sul territorio. Occorre puntare sul turismo e preoccupa la gestione certamente non ottimale del rinnovo del bando di gestione della Cascata, una delle principali mete escursionistiche italiane, che necessita di professionalità e risorse che la trasformino in meta turistica.

Riguardo al tessuto urbano e al tema della smart city riteniamo che non basterà fare semplicemente la propria parte, ma occorrerà saper ideare e realizzare un programma di eccellenza europea, in questo settore, che tarda a profilarsi”.

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