File e disagi all’esterno di un ufficio postale di Terni: “Venti persone rimaste fuori senza essere servite"

La segnalazione di un utente rimasto in fila per più di un’ora. Le difficoltà nel gestire particolari situazioni dettate dal post emergenza sanitaria a causa delle normative anticontagio

foto di repertorio

“Sono rimasto oltre un’ora fuori dall’ufficio postale in attesa del mio turno. All’orario di chiusura non mi è stato concesso di poter usufruire del servizio, nonostante mi trovassi in fila rispettando, come gli altri presenti circa una ventina, le normative antiCovid”. Code e disagi in questi giorni, particolarmente caotici, dove molti cittadini si recano alle poste per ottemperare alle scadenze previste.

In un periodo ‘normale’ le criticità sarebbero state molto più contenute e sicuramente risolte. Come è noto però, a seguito dell’emergenza sanitaria, si aggiunge la problematica del distanziamento sociale onde evitare gli assembramenti. Situazioni dettate dalla particolarità del momento contingente attraversato. L’episodio ci è stato raccontato da un lettore ed è accaduto ieri sera, intorno alle 19.

“Non c’è la gestione della coda esterna. Capisco l’esigenza di conformarsi a tutte le prescrizioni previste. Inoltre comprendo che queste siano giornate particolarmente delicate. Ad esempio ho sentito diverse persone le quali si trovavano in fila per pagare la Tari. Tuttavia – afferma – reputo doveroso che venga organizzato un servizio più efficiente mediante una regolamentazione al di fuori dell’ufficio. Non può dipendere da me se entro o non entro. Ad esempio – segnala il lettore – si potrebbe mettere un cartello che avvisa, ad un certo punto, lo stop definitivo agli ingressi. Lo smaltimento della fila riguarda soltanto le persone all’interno.

Chi resta fuori, all’orario di chiusura, è impossibilitato nel poter essere servito. Credo – conclude –  sia giusto attendersi un’organizzazione sicura ed efficiente anche all’ingresso degli uffici”. Un episodio che poi ha avuto una prosecuzione: “Ho chiesto di parlare con il responsabile, per cercare di fargli capire la situazione di disagio vissuta e condivisa anche con le altre persone, prima della chiusura della struttura”.

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