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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Commercio a Terni: chiuse quasi duecento attività tra dettaglio, ingrosso e ristorazione. Resiste il trend positivo delle nuove iscrizioni

I dati forniti dalla Camera di Commercio: a fronte di 593 nuove iscrizioni si sono verificate 488 cessazioni di attività commerciali con un delta positivo pari a 105

Un trend positivo complessivo confermato, facendo un doveroso distinguo. Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio le imprese registrate in città, al 31 dicembre 2022, sono pari a 10802. Comparando questo dato all’anno precedente (2021) emerge un incremento netto di 97 iscrizioni, il quale consente di constatare un andamento sostanzialmente in crescita. Il confronto però fa emergere un’altra verità più profonda. Al termine del 2021, a fronte di 641 iscrizioni si sono verificate 426 cessazioni mentre a fine 2022 il computo delle nuove iscrizioni è stato pari a 593, a fronte di 488 cessazioni. Insomma meno imprenditori scommettono sulla città e maggiore è la propensione a chiudere la propria attività, quantomeno ragguagliando gli ultimi due anni.

Andando più a fondo, grazie alla collaborazione preziosa fornita dall’ufficio stampa della Camera di Commercio, è possibile settorializzare e segmentare. La divisione del commercio al dettaglio annovera il numero maggiore di attività (1717) con 52 nuove iscrizioni e 92 cessazioni. Al secondo posto le attività afferenti al commercio all’ingrosso (1143) che ha visto trenta nuove iscrizioni e 53 cessazioni. Al quarto posto le attività di ristorazione, sotto il profilo puramente numerico: 743 con 14 nuove iscrizioni e 42 cessazioni. Se esaminiamo il dato relativo alle chiusure se ne contano 198 complessive (undici nella divisione commercio alla voce riparazione autoveicoli e motocicli), rispetto alle 162 del 2021.

Una menzione a parte per il comparto costruzioni che può contare su ben 1417 attività suddivise in costruzione di edifici, ingegneria civile e lavori di costruzioni specializzati. Quest’ultimi nella ‘speciale’ graduatoria occupano il terzo posto (900) – a livello di divisione - ed evidenziano anche un trend in crescendo (66 nuove iscrizioni e 60 cessazioni). Il campo largo dell’industria manifatturiera mantiene un sostanziale equilibrio (dieci nuove ingressi e venti cancellazioni). Resiste molto bene il settore primario, in virtù delle 540 aziende dedicate ad agricoltura e silvicoltura (diciotto nuove iscrizioni).

I servizi finanziari hanno avuto un buon incremento (23) così come i servizi di supporto alle imprese (19). Infine la produzione di software e consulenza informatica, rientrante nei servizi di comunicazione ed informazione, compie il balzo in avanti più significativo: undici nuove iscrizioni e quattro cessazioni per arrivare a 130 attività presenti nel territorio ternano.

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