Comune di Terni, ciclabile di via Lungonera. La protesta e le motivazioni: “Ecco perché il percorso non è stato modificato”

Il capogruppo di Senso Civico, Alessandro Gentiletti, aveva sottoposto la questione alla giunta. La risposta scritta alla sua interrogazione sulla realizzazione della pista ciclabile

ciclabile Lungonera

Il piano urbano di mobilità sostenibile rappresenta uno snodo cruciale per il presente e soprattutto il futuro della città di Terni. In questo contesto, particolarmente importante risulta il completamento della pista ciclabile di via Lungonera, anch’essa soggetta a rallentamenti causa emergenza sanitaria. Il capogruppo di Senso Civico, Alessandro Gentiletti, poco prima della diffusione della pandemia, aveva sottoposto un’interrogazione al sindaco e alla giunta a seguito della protesta dei commercianti della zona. In quel frangente (23 gennaio) gli esercenti avevano richiesto lo spostamento della pista, riducendo il marciapiede con la possibilità di realizzare più posti auto a servizio di tutti.

A tal proposito il consigliere sottolineava come “a causa dell’alto traffico anche per lo snodo con ponte Romano la riduzione di una corsia potrebbe ulteriormente aggravare la situazione già grave di per sé”. Essendo un’interrogazione in forma scritta, il rup Federico Nannurelli ha provveduto a rispondere ai quesiti sottoposti dal capogruppo.

Sono molteplici i motivi per i quali non si è potuto prendere in esame la richiesta di modifica del tracciato. In primo luogo si è proceduto alla redazione di un rilievo topografico di dettaglio. Una necessità dettata dallo scongiurare che, in alcuni tratti, si possano generare situazioni di pericolo per i ciclisti e tutte le altre componenti di traffico. I tecnici comunali, dopo aver ascoltato la richiesta dei commercianti, hanno effettuato un nuovo sopralluogo. “Un’eventuale accoglimento di una soluzione progettuale, in una fase successiva all’approvazione del progetto ed una fase in cui l’opera risulta già appaltata avrebbe comportato, tra l’altro, l’esigenza di procedere ad una variante in corso d’opera” ha specificato il Responsabile unico del procedimento.

Criticità emerse anche da un punto di vista della sicurezza che si sarebbe ridotta in caso di riorganizzazione dello spazio stradale. “L’intervento – ha affermato Nannurelli - non ha comportato l’eliminazione degli spazi di sosta che rimangono presenti nel numero adeguato al bacino di utenza servito nel nucleo urbano della città”.

Una ulteriore novità emerge dal progetto che prevede: “La realizzazione di un nuovo impianto semaforico che consentirà l’attraversamento dei pedoni e ciclisti con un’apposita fase semaforica”. Il Rup fa riferimento all’incrocio che collega via Turati e Lungonera Savoia. La nuova segnaletica orizzontale è stata apposta con le strisce gialle segnaletiche a supporto di automobilisti, ciclisti e pedoni.

L’ingresso nella fase due, la necessità di tornare a spostarsi mette in evidenza l’importanza di una mobilità alternativa a supporto della città. I benefici sarebbero molteplici: riduzione dell’inquinamento, circolazione più fluida e minor rischio assembramenti.

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