Comune di Terni, Rossi: “Cascata delle Marmore nostra ricchezza. Garantire il flusso minimo vitale”

Il capogruppo di Terni Civica torna su un argomento oggetto di dibattito nel corso degli ultimi anni presentando un’interrogazione

foto di repertorio

Affrontare quelle tematiche che fin da troppo tempo attendono di essere definite. Il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi ha presentato un’interrogazione con focus sulla Cascata delle Marmore: “Affinché si chiarisca in maniera definitiva e con il coinvolgimento della Regione se esiste l’obbligo del rispetto del deflusso minimo vitale nelle quantità stabilite, fino a provare a spingersi a richiedere un incremento dello stesso a fini turistici in questo particolare momento in aiuto ad una ripresa che dobbiamo organizzare". Il consigliere ricorda come: “Con l'uscita dalla fase emergenziale Coronavirus anche la politica locale sarà chiamata ad essere di aiuto ai vari settori economici che ne usciranno a pezzi. Tra i settori colpiti – afferma il capogruppo - quello turistico legato, nella nostra città, alla Cascata delle Marmore nostra eccezionale ricchezza".

Il flusso minimo vitale ed il dibattito acceso

“Con la riapertura del flusso ordinario dell'acqua in caduta non solo sarà giusto recuperare le ore di mancata apertura (fin qui quasi 100), magari cercando di concentrarle nei giorni festivi in modo di dare maggiore continuità all'apertura giornaliera. Potrebbe essere anche l'occasione per definire la controversa tematica riguardo il deflusso minimo vitale. Già altre forze politiche negli anni passati sollevarono il problema, addirittura invocando cause milionarie per la presunta sottrazione di acqua. Varie leggi hanno introdotto il concetto di deflusso minimo vitale come la portata istantanea da determinare in ogni tratto di un corso d'acqua, necessaria a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico, chimico-fisiche delle acque nonché il mantenimento delle biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali. Tale concetto è stato recepito anche nel piano di Tutela delle Acque adottato dalla Regione Umbria e poi aggiornato nel 2016”.

A tal proposito il consigliere traccia una road map: “Nel caso dell'impianto industriale di Marmore-Galleto il concessionario non restituisce le acque ai piedi dello sbarramento ma a valle. Di fatto interrompe la continuità idraulica del fiume Velino per il quale il piano di tutela delle acque ha fissato una soglia di DMV uguale o superiore ai 5 metri cubi al secondo. Ad oggi – sottolinea - anche solo da una empirica osservazione visiva la portata della Cascata in fase di chiusura sembrerebbe notevolmente inferiore eccezion fatta per le 1287 ore in cui la Cascata ha una portata controllata e pubblicizzata di 15 metri cubi al secondo."

Qualora fosse invece rispettato il deflusso minimo vitale nella quantità di 5 metri cubi al secondo non solo si eviterebbe il rischio di possibile danneggiamento dell'ecosistema, paventato ad esempio dallo stesso comune con la prolungata chiusura di questi giorni di emergenza sanitaria, ma con un flusso continuo maggiore in condizioni di chiusura (uguale ai 5 mc2/s ma se si riuscisse anche superiore) si potrebbe aumentare il potenziale attrattivo quotidiano del bene.

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E' evidente – chiosa Rossi - quanto questo sarebbe utile e di aiuto al settore turistico nella fase di recupero, quando in grave sofferenza, dovrà riprendersi e ripartire”.

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