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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Bollette gratis e 200 milioni di introiti per il Comune, Palazzo Spada “punta” la centrale di Galleto

Il progetto dell’amministrazione comunale: costituire una società pubblico-privata per la gestione della struttura con l’obiettivo di “azzerare” il costo dell’energia elettrica per le utenze domestiche e “renderlo accettabile” per quelle commerciali

“Terni è tra le dieci città con le bollette di energia elettrica più alte d’Italia”. Elemento tecnico a cui se ne aggiunge uno “politico”: “La mancata considerazione di Terni, città che merita un ruolo da protagonista in Umbria e nel Paese, è dato oggettivo”. Non a caso, il paragrafo del Dup, documento unico di programmazione approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale, dedicato alla questione della centrale idroelettrica di Galleto, riporta come titolo: “Terni con la schiena diritta”.

Poche righe che riprendono alcuni concetti già ampiamente espressi nel corso di un consiglio comunale di qualche mese fa che portò all’approvazione di un ordine del giorno piuttosto articolato con il quale si chiedeva, in estrema sintesi, che la città dell’acciaio potesse accedere in maniera molto più consistente alle ingenti risorse generate dalle risorse naturali presenti sul territorio e, in particolare, dai canoni idroelettrici.

Tanto è vero che il Dup dice così: “La centrale idroelettrica di Galleto nel 2022 ha prodotto oltre 200 milioni di utili. A Terni, e soltanto dal 2018, è stato trasferito appena 1 milione di euro l’anno, che dovrebbero essere incrementati in itinere a 3 milioni di euro: una cifra irrilevante”.

Inaugurata alla fine degli anni Venti del secolo scorso, la centrale di Galleto-Monte Sant’Angelo - che attualmente produce energia per soddisfare il fabbisogno di circa 350mila persone - fa parte di un polo idroelettrico molto sviluppato sul territorio ternano: nello specifico, le infrastrutture e gli impianti dell’area idroelettrica Enel Green Power di Terni, realizzati a partire dalla prima metà del ‘900 con un valore storico e architettonico importante, si trovano nelle province di Terni, Perugia, Rieti e Macerata. Complessivamente, si tratta di un reticolo idrico di 26 centrali di produzione e 7 dighe, esteso nei bacini idrografici dei fiumi Velino, Nera e Tevere, con una capacità installata di 527 MW e una produzione media annua di circa 1,4 TWh che consente di evitare quasi 600mila tonnellate di CO2 ogni anno. Tre quarti di questa potenza vengono generate dalle sole centrali situate nel territorio comunale di Terni, ossia proprio Galleto, Monte Sant’Angelo e monte Argento.

Si tratta insomma di un impianto, inserito in un sistema complesso, che rappresenta un cuore pulsante nella produzione di energia. E su cui Palazzo Spada punta: “L’obiettivo, alla scadenza della concessione ad Enel – recita il Dup - è di costituire una società elettrica pubblica/privata che gestisca Galleto con prospettive di introiti comunali di almeno 200 milioni di euro da investire in opere pubbliche”.

Ma non è tutto, perché “mettere le mani” su Galleto consentire all’amministrazione comunale di abbassare “il costo dell’energia elettrica, tentando di azzerarlo per le utenze domestiche e di renderlo accettabile per quelle commerciali, sul modello Basilicata ove l’alta produzione di gas consente ai residenti di avere consumi azzerati”.

La Basilicata dispone di un giacimento di gas nella Val D’Agri, tra le province di Potenza e Matera, da cui Eni e Total, le società che si occupano di buona parte delle attività di estrazione dell’area, estraggono circa 200 milioni di metri cubi all’anno. La regione ha una popolazione di circa 562mila persone e un consumo di gas che ammonta più o meno a 160 milioni di metri cubi ogni anno. Alle società è stata offerta una proroga per proseguire le proprie attività estrattive in cambio di forniture gratuite di gas. L’accordo è stato formalizzato con l’approvazione ad agosto del 2022 da parte del consiglio regionale di una legge che prevede “l’erogazione gratuita mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti della Regione”. Il rimborso interessa quindi solamente il gas che viene consumato da ogni utenza famigliare ogni mese, mentre il pagamento degli altri costi in bolletta – oneri di sistema, gestione del contatore, trasporto – è ancora a carico degli utenti. Secondo le stime della Regione Basilicata, questo dovrebbe tradursi in un risparmio di circa il 50%.

Terni sembra dunque voler seguire l’esempio della Basilicata. Ma in mezzo di strada da fare ce n’è: tecnica, burocratica e operativa. Senza dimenticare che la concessione ad Enel per Galleto scadrà – salvo proroghe – nel 2029.

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