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“Caso” Accardo, Emanuele Fiorini “chiama” la Corte dei conti: “Quella laurea non basta”

Esposto del consigliere comunale alla procura regionale della magistratura contabile: “Il titolo di studio non era sufficiente per partecipare al bando del Comune di Terni, verificare se ci sia stato un danno erariale”

Il “caso” Accardo finisce all’attenzione della procura regionale della Corte dei conti. Il consigliere comunale Emanuele Fiorini ha infatti inoltrato un esposto alla magistratura contabile dell’Umbria “in merito all’assunzione da parte del Comune di Terni della dottoressa Donatella Accardo”.

“Con determinazione dirigenziale dell’11 febbraio 2020 – spiega lo stesso Fiorini in un comunicato stampa - veniva approvato un bando di concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente, con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, da destinare alla direzione istruzione-cultura del Comune di Terni. L’articolo 2 del bando prevedeva quale requisito per l’ammissione tra gli altri il possesso del diploma di laurea vecchio ordinamento in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio o equipollenti o laurea specialistica”.

Al concorso ha partecipato e vinto la dottoressa Donatella Accardo, avente quale titolo di studio “laurea specialistica in statistica e informatica per l’azienda”. “La stessa – aggiunge Fiorini - ha partecipato all’avviso pubblico, per titoli e colloquio, per eventuale assunzioni a tempo determinato nei posti di dirigente amministrativo della Usl Umbria 1 che richiedeva gli stessi requisiti del bando ternano”. La differenza sta però nel fatto che con delibera del direttore generale della Usl Umbria 1 dell’8 settembre 2021, “è stata disposta l’esclusione dalla partecipazione all’avviso della dottoressa Accardo in quanto non in possesso dei requisiti specifici di ammissione richiesti”.

“Stante il diverso intendimento del Comune di Terni e della Usl Umbria 1, in ordine alla sussumibilità o meno del titolo di studio posseduto dalla dottoressa Accardo fra quelli di cui ai requisiti di ammissione dei rispettivi bandi, con mail del 5 febbraio 2023 ho chiesto un chiarimento all’Università degli studi di Perugia, dipartimento di economia e commercio, in ordine ai titoli di studio da considerarsi come equivalenti o equipollenti, ai fini della partecipazione ad una procedura concorsuale”.

Nello specifico, il consigliere comunale ha chiesto a UniPg se “nel bando di concorso di un ente locale viene richiesto quale titolo di studio per l’ammissione il possesso di diploma di laurea vecchio ordinamento in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio o equipollenti o laurea specialistica o laurea magistrale, equiparati ai diplomi di laurea vecchio ordinamento, la laurea specialistica in statistica e informatica per l’azienda è equiparata a quelle del vecchio ordinamento sopra indicate”.

“Con mail del 6 febbraio 2023 – riporta Fiorini - il dipartimento ha risposto che la laurea specialistica in statistica e informatica per l’azienda, conseguita nel 2004, non può essere equiparata alla laurea in economia e commercio (vecchio ordinamento)”.

“Da qui ho chiesto alla procura regionale della Corte dei conti di poter disporre accertamenti in ordine a tali fatti, valutando gli eventuali profili di illiceità degli stessi nonché la ravvisabilità di un eventuale danno erariale e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti”.

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