Confartigianato: "Aiuti concreti dal Comune e non più polemiche"

Il presidente Franceschini ha incotrato il sindaco per fare il punto sul tessuto artigianale del territorio, chiesti più incentivi e sostegni a chi deve fare investimenti: "Altrimenti si chiude o qualcuno sarà costretto ad andare via"

Terni non ha bisogno di inutili polemiche, ma di rilancio economico, di concretezza e di chiarezza.  E proprio a quest’ultima fa riferimento Mauro Franceschini, Presidente di Confartigianato Imprese Terni, parlando  dell’incontro che il sindaco ha concesso a Confartigianato e alle altre associazioni di categoria, nel quale si è effettivamente richiesto e ottenuto un maggiore livello di chiarezza riguardo i ruoli della rappresentanza e le condotte che l’amministrazione comunale vuole tenere nei confronti di chi, appunto, è rappresentante degli interessi diffusi del tessuto economico e imprenditoriale della città.

“Chi fa impresa nel nostro territorio, lo fa con impegno e professionalità, in un ambiente troppo spesso non favorevole all’attività economica, allo stesso modo anche chi istituzionalmente rappresenta le imprese nel nostro territorio lo fa con altrettanto impegno e professionalità.  Nel pieno rispetto della libertà delle forme associative che ognuno vuole legittimamente utilizzare – continua Franceschini - abbiamo ritenuto di sollecitare l’amministrazione comunale ad intervenire per ridurre elementi di conflittualità e per riportare il livello del confronto sui contenuti, perché siamo tranquilli che su quel terreno si evidenzierà, come è giusto che sia,  una sostanziale unità di intenti per il rilancio economico. Riteniamo inoltre che con le modalità e le forme proprie, nella chiarezza dei ruoli di ognuno, la collaborazione già in atto da tempo tra associazioni di categoria e imprenditori singoli o comitati di via continuerà anche in futuro ad essere positiva per la città.

 “Maggiore coordinamento delle politiche degli enti locali e confronti chiari e produttivi con le forze economiche - afferma Franceschini - possono determinare una maggiore specificità degli strumenti di intervento sui settori economici. Il panorama su cui intervenire infatti è molto differenziato: si va dai settori manifatturieri inclusi negli incentivi dell’Area di Crisi Complessa che stanno avviando programmi rilevanti di investimento e che necessitano di interventi specifici in termini di credito, servizi e disponibilità di aree produttive adeguate, ai settori dei servizi alla produzione che ne sono esclusi, ma che devono in poco tempo innovare e migliorare la propria offerta, alle imprese del commercio, dell’artigianato non manifatturiero e dei servizi alle persone che soffrono più delle altre la crisi dei consumi e che rischiano di chiudere di fronte alla brusca frenata delle dinamiche demografiche, alla scarsa incisività delle politiche turistiche locali e all’assenza di utilizzo della leva fiscale. Per tutti questi motivi ogni incremento di costo alle imprese può determinare circuiti viziosi e vanificare i risultati attesi in termini di sviluppo locale. Osserviamo con preoccupazione – conclude Franceschini – che si evidenziano invece in questo momento nel nostro territorio una serie di incrementi tariffari (è il caso dell’imposta sulla pubblicità e del servizio idrico per i grandi utenti)  e politiche poco ponderate (è il caso dell’approccio particolarmente morbido e permissivo nei confronti di figure come gli hobbisti, che sono al limite della normativa e della concorrenza sleale nei confronti dei commercianti e degli artigiani) che invece vanno purtroppo nella direzione opposta.”

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